Architettura dell’Informazione: il tavolino di Ranganathan.

Pubblicato: 7 dicembre 2005 in Vaccate ipertecnologiche

Ranganathan

Amava starsene seduto per la maggior parte del tempo all’estremità di una fila degli scaffali della biblioteca. Aveva un tavolino e una banale sedia. Gli studenti si fermavano spesso lì, a parlare con lui dei loro problemi.

Molte delle idee che adesso vanno di gran moda su web, in particolare la classificazione a faccette di cui ho accennato qui, le dobbiamo ad un personaggio di indubbio fascino, uno scienziato e santo, un matematico e guru ma soprattutto un grande pioniere della biblioteconomia di nome Shiyali Ramamrita Ranganathan.
Tra le varie idee che Ranganathan ha formulato nel corso della sua carriera ce ne sono alcune che hanno il sapore della profondità e della lungimiranza, si applicano meravigliosamente al web e soprattutto utilizzano parole di grande umanità.

Le Cinque Leggi della biblioteconomia:

  1. I libri sono fatti per essere usati.
  2. Ad ogni lettore il suo libro.
  3. Ad ogni libro il suo lettore.
  4. Non far perdere tempo al lettore.
  5. La biblioteca è un organismo che cresce.

Vedete voi quanto significato risiede sotto questa apparente semplicità, e come queste leggi si modellino perfettamente anche al web odierno.

La classificazione a faccette:

Una faccetta (in inglese “facet”) è un particolare aspetto sotto il quale un argomento viene trattato; secondo Ranganathan, le faccette di qualsiasi classe si possono ricondurre a cinque categorie fondamentali: personalità (l’oggetto centrale di un discorso), materia (i componenti e le proprietà dell’oggetto), energia (le caratteristiche dinamiche dei processi che lo interessano), spazio (i suoi elementi geografici o in genere spaziali), e tempo (le sue fasi cronologiche). Con una classificazione a faccette, il contenuto di un documento può essere descritto analiticamente nei suoi diversi aspetti; questi sono poi espressi tutti insieme, secondo una sequenza determinata da regole di funzionalità: perciò Ranganathan definisce questo tipo di classificazione analitico-sintetico.

Bellissimo pensare che tutte le classi del mondo possano ricadere in queste categorie.
Ranganathan ovviamente ha elaborato una sua classificazione a faccette, nota come colon classification, la cui complessità va al di là di quanto ci serve, oggi, in questa sede.

[segue]


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