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Libertà

Pubblicato: 7 febbraio 2009 in Bella Italia, Letteratura
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Non è affascinante che i nazisti riescano sempre a piazzare la parola libertà nella loro propaganda?

Stieg Larsson – Uomini che odiano le donne

Dissipatio H.G.

Pubblicato: 31 ottobre 2007 in Bella Italia
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6:49 “Non esiste libertà che non passi dalla libertà sessuale”. Tutto il resto è accademia.

(Il titolo è il titolo di un capolavoro di Guido Morselli che è obbligatorio leggere).

Strani giorni

Pubblicato: 9 maggio 2007 in Bella Italia
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Ricordatevi bene questo numero, perché solo per il fatto che io l’abbia scritto qui, solo per il fatto di averlo copiato ed incollato potrei venire perseguitato, anche molto seriamente. Forse rischio la mia stessa vita, dietro questo numero ci sono persone infinitamente potenti. Ma ne parliamo fra poco.

Prima parliamo di Rosy Bindi, anzi non ne parliamo. Parliamo però di quelle famiglie che sono tanto importanti per quella mandria di pecoroni imbecilli che sabato andranno a San Giovanni.

Classifica dei rimproveri più frequenti sentiti al parco:

3) Se non la smetti ti ammazzo di botte / ti spezzo le ossa / ti uccido.
2) Certo, le femmine / i maschi sono più avanti non come mio figlio / mia figlia che è un caprone / una stronza / un imbranato / una puttanella.
An the winner is…
1) Non andare lontano perché ti si rubano / ti portano via / viene un uomo cattivo e ti rapisce.

Lasciate che i bimbi, eh sì, lasciate che i bimbi.

Insomma è un mondo pieno di mostri, di pedofili e di diavoli che tutti insieme percorrono la nostra città alla caccia dei vostri bambini. Quale miglior posto dove andare se non San Giovanni? sono pronto a scommettere che saranno tutti lì, con le fauci aperte, la giacca, la cravatta e la carta gold in tasca.

By the way, caro Pezzotta Savino, portavoce de che. Mi chiedo com’è che voi cattolici ve la prendete tanto con le coppie di fatto. In fondo, se ci pensate bene, il maggior rischio la famiglia lo corre con i singles non con le coppie. Sono i singles, perfino quelli omosessuali perché sì, capita perfino agli omosessuali di avere sfiga e non trovare nessuno con cui stare, che possono con maggiore probabilità minare un matrimonio. Le coppie di fatto poi, lo dico per esperienza diretta, stanno insieme per amore e non per contratto e quindi si rivelano pittosto solide e poco o per nulla minacciose. Quindi Savino perché non portate in parlamento una legge che vieti non le coppie di fatto ma i singles? Perché non fare come in alcuni paesi che a diciotto anni scatta il matrimonio automatico ‘ndo cojo cojo, che poi Dio vede e provvede? Lo so lo so, dite tutti che quei paesi là sono sottosviluppati, ma è lì che ci state portando sai? Guarda che sarebbe una soluzione, pensaci bene. Vietate i singles.

Poi, lo dico in perfetta linea con l’”O sei di qua. O sei di là. O sei con noi.” ce ne sono un bel po’ di famiglie che non solo andrebbero minacciate, andrebbero proprio sciolte, fatte sparire. Peraltro non ho intenzione di accendere alcuna candelina la notte dell’undici, questa cosa del families night non mi convince. Una ragazza che conoscevo che non me l’aveva mai data nonostante le mie aspirazioni (e si fa presto a diventar poeti se la cosa si itera per un numero di volte sufficientemente grande) mi disse Di notte si fanno due cose, almeno dormi. Ecco, la notte dell’undici vi invito tutti a scopare, carnalmente, con chi capita. Catarsi night. Lasciamo le candeline alle feste comandate.

Torniamo al numero. Quel numero è proprietà privata, sotto qualunque forma ed è vietato riprodurlo in qualunque formato (ad esempio quello esadecimale, CC16180895F94705F667F1BB6DB20997) o con qualunque altra codifica. Se lo pubblicate, forse solo se lo imparate a memoria, se lo leggete ad alta voce o anche se lo leggete e basta potreste venir accusati di una serie di reati gravissimi. Lo so, lo so, non è mica la prima volta, e a Digg cosa era successo se no? Solo che qui la faccenda è stata macchinata meglio, ed io rischio in prima persona.

Ah, il mio numero è 42 e guai a tutti. No eh?

La mia Italia è un’Italia piccola piccola, che ho intravisto allo ZenaCamp, che attorno a me nel quotidiano non vedo mai. Santo Dio, laica.

Chiudiamo con un bel vaffanculo alla Peppermint ed anche a quegli stronzi di provider che senza battere ciglio hanno fornito gli indirizzi IP(*)?

L’esemplarità è delle famiglie mafiose meridionali: focolare integro, nozze tutte benedette, le mogli non tradiscono, i divorzi non esistono. Perché mai il modello non viene mai, nelle prediche, proposto? Ma non in quelle soltanto l’omertà è la costituzione di fondamento del modo d’essere famiglia tradizionale. Tradotta in linguaggio popolare l’omertà risuona nel detto «i panni sporchi si lavano in famiglia», legge applicatissima che consente il trasparire dalle finestre illuminate di una tranquillità inesistente, che non turba la pace sociale. Ma il prezzo di quel bucato casalingo sono silenzi obbrobriosi, macellazioni lente, talvolta sadiche, di anime umiliate.

Guido Ceronetti – La Stampa

Stavo conversando con il responsabile di [mode markett on] Azienda-Online, che è un CRM e gestionale che si fruisce totalmente via web con lo sviluppo del quale ho collaborato negli ultimi anni [mode markett off], che un po’ stupito ed un po’ preoccupato mi chiedeva “Io vedo che il mondo, che il mercato, che tutto quanto si sta muovendo verso di noi. Ma perché però nessuna azienda italliana grossa ci sta mettendo qualche soldo? forse ci stiamo sbagliando?”.
Non ci stiamo sbagliando, gli ho risposto. A parte la troppo semplice risposta dell’ignoranza diffusa, ignoranza benigna in alcuni casi e terribilmente arrogante in altri, il problema secondo me dipende anche dalla libertà delle aziende, più che da questioni di budget. Libertà è anche libertà di scelta, e le grandi aziende spesso questa libertà non ce l’hanno. Leggete questo post per avere un’idea di quello di cui sto parlando.

Ogni tanto mi concedo dieci minuti, cinque dei quali dedicati ad una riflessione sul concetto di libertà, cinque a leggere qualcosa che vale la pena leggere, questo ad esempio.

Cultura libera, di Lawrence Lessig: Testo