Usare le parolacce per capire qualcosa del pagerank

Pubblicato: 31 gennaio 2007 in Digital Unite, Vaccate ipertecnologiche

Scusate se risulterà un po’ tecnico, non solo, ma cercherò di non ripetere troppe cose risapute. Per quanto riguarda le volgarità con cazzo figa culo tette abbiamo finito qui.
Come credo sappiate tutti Andrea un po’ di tempo fa ha creato con Google Coop un motore di ricerca per i blog italiani. Questo non è un motorino come i miei, si parla di quasi tremila blog, 2982 al momento, elencati tra le fonti. Google Coop fra proprio questo, ti permette di creare motori di ricerca personalizzati focalizzando l’immane potenza del colosso di Mountain View su una regione particolare della rete, come nel caso i blog italiani.
Se volete per la mia nota scemenza o per fare arcani esperimenti, che è lo stesso, utilizzo di questo motore di ricerca da un po’ di giorni a questa parte (ma non sono solo, siatene certi) cercando nei blog italiani parolacce. Provateci, il divertimento è assicurato. Ed ora scatta la riflessione.
Le parolacce sono sempre mediamente fuori contesto, cioè non danno informazioni particolari sul significato del testo in cui compaiono. E Google non è preparato a ricerche di questo tipo, perché lui, il Google, è molto forte ma è molto forte ad indovinare il contesto a partire dalle chiavi di ricerca e a partire da quello che gli utenti mediamente scelgono. Invece in questo caso il contesto non si evince e così il buon Google si può affidare solo al misterioso pagerank.
Il misterioso pagerank è un sistema di valutazione delle pagine web che molti pensano di conoscere *. Il misterioso pagerank permette a Google di ordinare i risultati di una ricerca secondo quel criterio che ci fa dire di Google che Google è un mito, le pagine giuste per prime (se ci sono), quelle inutilil per ultime. Carta e penna in mano, la ricerca delle parolacce ci permette di creare un po’ di mappe dei vari blog italiani davvero sorprendenti, ribaltando un po’ quello che credevo di sapere sulla diffusione dei blog. Ma ve la immaginate una matrice di classifiche?

commenti
  1. Simo scrive:

    Strano a dirsi, ma ciò che hai scritto ha un non so che di molto interessante…

  2. Simo scrive:

    Strano a dirsi, ma ciò che hai scritto ha un non so che di molto interessante…

  3. Andrea scrive:

    avete provato a usare (anche) l’operatore ~sinonimo? 😉

  4. Andrea scrive:

    avete provato a usare (anche) l’operatore ~sinonimo? 😉

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