Impenetrabilità cognitiva

Pubblicato: 8 marzo 2007 in Cinema, Memoria e oblio
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Alcuni eventi di cui abbiamo un’esperienza ripetuta, un brano musicale, un film, la pagina di un libro (ma anche molte altre cose), hanno la caratteristica di suscitare in noi le stesse emozioni, in particolare la sorpresa, il pathos, la suspense, anche se a livello cosciente abbiamo una memoria precisa di quello che sta per accadere. Questa esperienza è contemporaneamente incredibile ed accettata come vera, si pensi ad esempio alla suspense generata dalla scena della doccia in Psycho, noi sappiamo benissimo che lei ci resterà secca, eppure siamo lì attaccati alla poltrona che non stacchiamo gli occhi dal video come se vedessimo la scena per la prima volta. Questo perché da qualche parte nella vostra testa la scena viene sempre effettivamente vissuta come se fosse la prima volta, la parte cognitiva non riesce a interferire. Ora non so se Gus Van Sant lo sapesse quando ha fatto il remake, ma potrei giurare di sì. Di cose cognitivamente impenetrabili, di percettologia e naturalmente di cinema si parla in questo lungo ma bellissimo articolo di David Bordwell.

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