Close encounters

Pubblicato: 25 maggio 2007 in Media, Personaggi

Questa settimana ho incontrato nell’ordine:

Marco Mazzei di Mondadori nel suo ufficio (a dire il vero settimana scorsa, ma facciamo finta). Non era tutto celeste e non ci ha nemmeno provato a darmi una testata (ci son rimasto anche male). In compenso il suo ufficio si presenta come un ammasso di libri pieno di libri. Ci sono scatoloni pieni di libri, scrivanie piene di libri, pavimenti (più di uno, sicuramente) pieni di libri. Però non so come c’è anche una intera parete senza libri. La parete senza libri è piena di fogli appicicati con. Non lo so con che cosa ma ce n’erano circa trecento milioni tutti con un titolo e poi con scritte su scritte a mano oppure con scritte su scritte a macchina, anche se non credo fossero davvero scritte a macchina ma stampate. E quindi ho visto la calligrafia di Mazzei che di questi tempi mica tutti. Infatti c’è un computer ed una stampante, nell’ufficio di Mazzei ma anche penne biro, nome che viene da un tipo che si chiamava László József Bíró, che ha inventato le biro e le ha chiamate come sé stesso. Come se io inventassi un aggregatore semantico e lo chiamassi il Fossati o il BaresiFossati. Mah.

Francesco Derchi e Danilo Rolle di Dartway. Questi due sono forti. Dartway si autodefinisce Interactive Web Agency, loro due parlano la nostra (di chi?) lingua, hanno esperienza distanti ma convergenti, abbiamo parlato per cinque ore fitto fitto. Sono bravi da vincere premi e giovani, cosa che nelle aziende in cui mi capita di andare non succede praticamente mai. Insomma fanno un bel lavoro e sanno quello che fanno, se avete bisogno di un’agenzia di pubblicità con grande apertura verso le nuove tecnologie bussate alla loro porta, dite che vi ho mandati io (o forse no, non so cos’è meglio).

Carlo Bruno (Charlie Brown, l’ennesimo) di sol-tec. Una persona molto salernitana (nel bene, intendo), in un ufficio dalla pulizia svizzera e dal silenzio impeccabile. Entro in questo posto e dalla grafica dal logo da tutto mi si accende una lampadina che però rimane fioca fioca. Parliamo di lavoro. Loro sono maestri Java (che corrisponde ad una versione del ventunesimo secolo dei maestri Jedi) e fanno cose che sfiorano quello che facciamo noi. La semantica. Però la luce mi illumina da un’altra parte ed infine eccolo il poster, loro sono quelli di Lightstreamer! da quel momento mi sento un po’ più a casa, magari in uno chalet svizzero ma a casa. Degli esperimenti con Lightstreamer vi renderò conto su MezzoMondo Tecnico (anche di un’ideuzza che mi è venuta…).

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commenti
  1. hyle ha detto:

    comete in un mondo di soluzioni veloci e flessibili, luci argentee, effetti caffeinici e gran figli di dei… 😉

  2. hyle ha detto:

    comete in un mondo di soluzioni veloci e flessibili, luci argentee, effetti caffeinici e gran figli di dei… 😉

  3. miki ha detto:

    Soprattutto comete.

  4. miki ha detto:

    Soprattutto comete.

  5. […] Carlo Bruno ha aperto un blog, si chiama “Il blog di Carlo Bruno” ed in occasione del suo primo post sostanzioso (un’intervista a un giornalista, cool no?), come una tegola a ciel sereno, mi ha chiesto via mail cosa ne pensavo. […]

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