MezzoMondo e i portoghesi

Pubblicato: 6 giugno 2007 in Quattro salti nel sociale, Viaggi
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Non è facile conoscere un portoghese a Lisbona. A parte la lingua che ci vogliono tre giorni solo per poter ascoltare in pace un giornale radio capendo quasi tutto, il problema è che Lisbona un po’ sembra disabitata un po’ sembra abitata solo da brasiliani, possiamo tranquillamente dire che Lisbona è disabitata dai brasiliani. Qualcuno dice che è così che sta andando, il Brasile, del quale dobbiamo riconoscere che abbiamo una visione un po’ estremizzata (favelas o carnevale, Torben Grael o i campioni della pallavolo), è in effetti uno stato più a posto dal punto di vista politico e sociale rispetto al Portogallo e oggi è iniziata una colonizzazione a rovescio. Qualcuno dice Magari, dice.
L’impatto con la città, c’era lo sciopero generale e questo già dovrebbe far capire le affinità, è una specie di salto indietro nel tempo. Prima ancora di accorgersi che dal punto di vista urbano c’è qualcosa che non quadra ci si accorge subito, una fazza una razza, che è come se non si fosse mai saliti sull’aereo, che è come se qualcuno vi avesse rimescolato le carte nel cervello.
Stare a Lisbona è come stare in Sardegna ma con un sacco di angolani in giro (per non dire Azzorre, Capo Verde, Goa, Madeira…).

manifesto

Sembra di essere in una Spagna con molto tranquillante nell’aria (non come a Roma, quindi). Ci si sente alti, a Lisbona, ed incredibilmente glabri. Le donne a Lisbona non fanno scatenare quella sindrome svedese dell’essere sbarcati nel mondo perfetto pieno di esseri soprannaturali. Come con la lingua, ci vuole tempo per poterle apprezzare (eufemismi, eufemismi).
Sono rilassati, i portoghesi. Stanno in file chilometriche uno dietro all’altro per prendere l’autobus, che potrà anche bene con i sedici gradi che ci hanno accolto il primo giorno, molto meno bene avvicinandosi ai quaranta, come nei giorni seguenti. Sono gentili, nei negozi, negli uffici, si muovono piano. Lisbona è piena di turisti e va a due velocità.
E poi fumano. In Portogallo si fuma ovunque, ma da quanti secoli da noi non è più così? non entro nel dettaglio di quanto questo mi dia personalmente fastidio, il fatto che si fumi ovunque dà un’idea di trasandatezza, di degrado. sarà l’onnipresente puzza, non so. Ma anche da noi solo tre anni fa era così?
Un salto indietro nel tempo ma non si capisce bene di quanto. Dal punto di vista dell’apparato lo stato è di fatto molto giovane, dopo la dittatura di Salazar ed il controllo dei militari, e questo non è necessariamente un male. L’ingerenza della Chiesa, che nei secoli scorsi è stato uno dei maggiori motivi di arretramento culturale e sociale, nonché di diffusione di clientele e corruzione vista da qui oggi sembra una bazzeccola.
Sono sopravvissuti agli assedi, ai terremoti, agli incendi, alle dittature. Oggi sono soffocati dalla speculazione e dalla povertà ma gli abitanti di Lisbona sono sicuri di farcela. Anche se come sempre non hanno la minima idea di come.

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commenti
  1. Simo ha detto:

    Un’altra cosa che salta subito all’occhio quando sei in Portogallo è che la gente (soprattutto gli uomini) è, sempre ed incredibilmente, pettinatissima. La riga di lato regna sovrana. E’ come se avessero i capelli di plastilina e ogni mattina, dopo averli smanacciati un po’, ci avessero dedicato almeno mezz’ora per eliminare anche la più singola delle imperfezioni.

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