Cari architetti: sono stufa della vostra merda

Pubblicato: 25 luglio 2007 in Architettura, Quattro salti nel sociale
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Seguono estratti di una bella e giusta lettera aperta di Annie Choi (questo è il suo blog):

When you point to a glass cylinder and say proudly, hey my office designed that, I giggle and say it looks like a bong. You turn your head in disgust and shame. You think, obviously she does not understand. What does she know? She is just a writer. She is no architect. She respects vowels, not glass cocks.

Quando indicate un cilindro di vetro e dite fieri, hey l’ha progettato il mio studio, io ridacchio e dico sembra un bong. Girate la testa disgustati ed offesi. Pensate, ovviamente non capisce. Lei che ne sa? è solo una scrittrice. Non è un architetto. Si occupa di vocali, non di cazzi di vetro.

Architects, I will not lie, you confuse me. You work sixty, eighty hours a week and yet you are always poor.

Architetti, non mentirò, voi mi confondete. Lavorate sessanta, ottanta ore alla settimana e comunque siete sempre poveri.

Architects love to discuss how much sleep they have gotten. […] Have you heard of Rem Koolhaas? He is a famous architect. I know this because you tell me he is a famous architect. I hear that Rem Koolhaas is always sleeping. He is, I presume, sleeping right now. […] And I also hear that in a stunning move, he is making a building that looks not like a glass cock, but like a concrete vagina. When you sleep more, you get vagina. You can all take a lesson from Rem Koolhaas.

Gli architetti adorano discutere su quanto sonno sono riusciti a fare. […] Avete sentito di Rem Koolhaas? è un famoso architetto. Lo so perché voi mi avete detto che è un famoso architetto. Mi dicono che Rem Koolhaas dorme sempre. Sta dormento, credo, anche adesso. […] E mi dicono anche che con una mossa a sorpresa sta costruendo un edificio che non sembra un cazzo di vetro ma una vagina di cemento. Quando dormite di più salta fuori la vagina. Rem Koolhaas vi ha dato una lezione a tutti.

I have a friend who is a doctor. He gives me drugs. I enjoy them. I have a friend who is a lawyer. He helped me sue my landlord. My architect friends have given me nothing. No drugs, no medical advice, and they don’t know how to spell subpoena. One architect friend figured out that my apartment was one hundred and eighty seven square feet. That was nice. Thanks for that.

Ho un amico che è dottore. Mi da le medicine. Mi fanno stare bene. Ho un amico che è avvocato. Mi ha aiutato a far causa al mio padrone di casa. I miei amici architetti non mi hanno dato niente. Nessuna medicina, nessun consiglio medico, e non sanno come si scrive subpoena. Un mio amico architetto ha calcolato che il mio appartamento era di 187 metri quadri. E’ stato carino. Grazie mille.

Correlato: come diventare un architetto famoso.

commenti
  1. Gmax scrive:

    Quanto hai ragione…… ma spesso mi imbatto in persone che hanno l’ardire di dire SONO LAUREATO come se questa laurea è un paletto oltre al quale solo se sei di simile cultura puoi oltrepassare …… MA VAFFANCULO !!!!! sorridete davanti e poi come ti giri ti pugnalano!!!!!!!
    io questo tipo di laureati li manderei nei loro cantieri a movimentare la sabbia così si farebbero un’idea di cosa soo le fatiche del lavoro

  2. flavia scrive:

    io sono una studentessa dell’università di architettura. mio padre e mio fratello sono muratori, mia madre fa l’insegnante alla scuola elementare e mia sorella studia urbanistica. alcuni miei professori sono persone come le avete descritte, e sono purtroppo quelli che spiccano di più, perchè LORO SANNO e NON SBAGLIANO MAI. altri sono persone squisite, che insegnano LA LORO PASSIONE, ma purtroppo sono considerati ingenui ed incapaci perchè non interessa farsi vedere…gli architetti che avete indicato voi sono quelli che apprendono il mestiere sbagliato, e che non vanno mai in cantiere a vedere i lavori…né si preoccupano di andare a vedere i loro errori dopo che è passato qualche anno… bene, non voglio essere così, e come manca l’umiltà agli architetti, manca l’umiltà ai medici,avvocati e tanti scrittori!

  3. flavia scrive:

    io sono una studentessa dell’università di architettura. mio padre e mio fratello sono muratori, mia madre fa l’insegnante alla scuola elementare e mia sorella studia urbanistica. alcuni miei professori sono persone come le avete descritte, e sono purtroppo quelli che spiccano di più, perchè LORO SANNO e NON SBAGLIANO MAI. altri sono persone squisite, che insegnano LA LORO PASSIONE, ma purtroppo sono considerati ingenui ed incapaci perchè non interessa farsi vedere…gli architetti che avete indicato voi sono quelli che apprendono il mestiere sbagliato, e che non vanno mai in cantiere a vedere i lavori…né si preoccupano di andare a vedere i loro errori dopo che è passato qualche anno… bene, non voglio essere così, e come manca l’umiltà agli architetti, manca l’umiltà ai medici,avvocati e tanti scrittori!

  4. Pamela scrive:

    Io ho difficoltà a laurearmi …..in architettura!! la mia è una lettera di sfogo che servirà a ben poco ma almeno butto fuori la mia rabbia, che mi fa bene.
    Ho 35 anni e 37 esami superati con una media superiore al 28, tutta farina del mio sacco ma a nessuno frega un cazzo (scusate la parolaccia)! I professori premiano i cloni di molti pseudoarchitetti contemporanei, arrivati al successo prima ancora di nascere…….figli di…
    ma che ci possiamo fare noi figlie di operai, con in testa e nel cuore idee geniali e tantissima forza di volontà nonostante tutto?
    Sto pensando di prendere quel pezzo di carta per un unico motivo,
    perchè non ce n’è uno migliore per non farlo, non c’è alcun motivo di lottare contro una istituzione che ritrova se stessa solo quando demolisce i valori più belli per affermare l’ A-rchitettura, non quando infonde cultura ai ragazzi che hanno voglia di imparare.Le energie per oppormi io le avrei ma è come urlare contro un muro.Ho scoperto che allo IUAV vengono applaudite tesi di architettura copiate; siamo tutti così rimbecilliti che non ci accorgiamo che quella struttura era già a Londra 3 anni prima …..che schifo!! E io che ho riempito sempre il mipo sacco con la mia farina coltivata con amore…..a questo punto o sono una cretina o c’è qualcosa che non va. BHOOO!! ciao a tutti ragazzi

  5. Gottardo scrive:

    cara donna che poco te ne intendi ho letto le baggianate che hai letto e dire che gli architetti adorano discutere del nulla è una emerita invenzione. perhcè sarà pur vero che nel mondo esistono fantomatici architetti ma buttare discredito sulla figura di chei adibisce luoghi al vivere è una emerita sciocchezza quindi se non sai cerca di studiare ed infortimarti

  6. Miki scrive:

    Sono sicurissimo che Annie ha passato gran parte della sua vita ad inforsimarsi, ma magari potresti chiederglielo direttamente no?

  7. Morgantino scrive:

    Le architetture più belle sono quelle dove l’architetto si annulla, svanisce dietro la forte personalità del committente. Più il committente è illuminato, opotente, più grande sarà la sua architettura; insomma, le architetture seguono il potere. Fateci caso: dalle piramidi d’Egitto alle Zigurat, dai Fori Imperiali fino agli istituti bancari di oggi. L’architetto è quel verme che striscia al suolo per glorificare i più grandi approfittatori e sterminatori di ogni epoca. Questo è il suo vero ruolo; un medico salva le vite, un giurista conosce e regola la vita delle comunità, un ingegnere progetta le nostre case in modo che non ci cadano addosso, un letterato ci insegna a parlare e a scrivere. L’architetto è solo un adulatore. Quando si stacca da questo ruolo fa solo cazzate: pretende di saper interpretare la società con le cartine delle città. Parla di assi strategici e gerarchie quando nessun cittadino le ha mai prese in considerazione. Giustifica, con la propria mistica, il proprio operato. Quando è attaccato legittima il suo lavoro dicendo che il progetto è legato con il contesto, il luogo e l’esistente; mi fanno ridere! Perchè allora nascono centinaia di progetti diversi per una stessa area? Seguendo questa logica, IL PROGETTO, quello perfetto, dovrebbe essere uno solo.
    La verità è che queste sono solo chiacchiere, baggianate, quisquiglie, pinzillacchere di menti povere e aride che si destreggiano nel labirinto delle parole per mascherare la miseria della propria professione e gonfiare le parcelle da presentare al cliente. “Adibire luoghi al vivere” non significa niente. Su questa terra si vive nei luoghi da millenni! E ogni luogo è stato buono fino a non poco tempo fa: vorrei ricordare i Sassi di Matera solo per fare un esempio. Potrei andare avanti anche con le architetture spontanee dei piccoli paesi, ma mi fermo qui. Piuttosto sarebbe stato più serio e nobile se si fosse detto che il ruolo dell’architetto è quello di progettare abitazioni decorose per tutti (e con il concetto di “decoro” non intendo la decorazione fisica degli oggetti o delle architetture, ma una condizione igenica, morale e rispettosa della vita in senso più ampio). Ma ormai parecchi hanno perso l’umiltà di dire e fare cose che oggi appaiono scontate, banali e che si pensa spettino a “vili” progettisti.
    Quando gli architetti voleranno più in basso e terranno i piedi ben saldi per terra, allora forse potranno godere di una maggiore stima anche da coloro che non sono “addetti ai lavori”.

  8. GIANCARLO scrive:

    E’ importante sottolineare che non bisognerebbe mai generalizzare e considerare un gruppo di persone, a parer mio condannabili, come rappresentanti di un intera classe di LAVORATORI. Purtroppo così avviene, e troppo spesso, per gli architetti, personalità di indubbio spessore sia creativo che culturale. La figura dell’architetto è sempre più paragonata a quella dell’artista e ciò non fa che creare degli equivoci madornali, oltre che delle critiche ingiustificate come avviene in tal caso. L’invettiva è giusta se si parla del singolo ma non della generica figura dell’architetto-artista. Le cause prime di questa dilagante superficialità è l’ignoranza radicata in molti esponenti del giornalismo, della letteratura ecc. E’ il caso del tg1 tg2 tg3 tg4 tg5 studioaperto, che con sfacciata ignoranza giudicano e condannano un’intera classe di professionisti. Se un Calatrava, un Gehry e altri pseudo-architetti devono rappresentare il punto di partenza da cui giudicare, allora significa che c’è SUPERFICIALITA’, perchè molti, moltissimi altri reputano la loro professione un atto demiurgico protesa al miglioramento dello stile di vita di chi trascorre molto più tempo all’interno di uno spazio chiuso piuttosto che all’aperto. Sono d’accordo con FLAVIA che giustamente fa notare quanto sia diffusa la mancanza di umiltà ed aggiungerei di conoscenza. PECCATO CHE ENTRAMBE LE COSE MANCHINO A MIKI E A COLEI O COLUI CHE HA SCRITTO CERTE COSE INDEGNE. W L’ARCHITETTURA, VERA FONTE DI BELLEZZA.

  9. Miki scrive:

    A proposito di conoscenza, Giancarlo. Prova a leggere così magari poi capisci cosa c’è scritto, ok? Prova anche un po’ di riconoscenza, che arrivi qui e puoi liberamente, capisci? liberamente dire la tua opinione per quanto banale e simbolica di un’intera generazione di demiurghi delle mie mezze calzette ok? il tuo tono non sarà considerato accettabile per due volte.
    ok?

  10. Morgantino scrive:

    Caro Giancarlo,
    tu credi veramente che la generalizzazione della figura dell’architetto derivi dall’operato di un gruppo di, parole tue!, pseudo-architetti come un Calatrava e un Gehry? (strano che tu non abbia inserito anche una Haidid…) Tu credi veramente che i problemi derivino dall’ignoranza radicata in molti esponenti del giornalismo? (tg1 tg2 tg3 tg4 tg5 studioaperto)… Forse sei tu, con le tue stesse parole!, che stai condannando una intera classe di professionisti: quella dei giornalisti! E’ la tua supeficialità che non ti fa rendere conto che quel che dici è contraddittorio… Sei tu che, dopo l’invettiva ai sistemi di informazione, chiudi il tuo intervento con uno slogan degno delle migliori pubblicità! O forse sono io che, nella mia sfacciata ignoranza, non ho compreso a fondo i tuoi pensieri… forse è perchè mi sfuggono i significati di alcuni termini che hai impiegato. Potresti aiutarmi a capire? Ad esempio: cosa intendi con “creatività”? cosa intendi con “arte”, “artista” e “architetto-artista”? cosa intendi con “atto demiurgico”? Cosa intendi per “bellezza”? Ed infine, le “cose indegne” scritte da qualcuno o qualcuna, sono indegne rispetto a chi o a cosa? All’architettura? Allora cosa intendi per “architettura”? Dato che, forse, giudico solo in base a ciò che ho davanti ai sensi, sarebbe interessante avere un giudizio più profondo e dettagliato a riguardo.

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