Il post dei perché: Pinocchio a Volterra

Pubblicato: 2 agosto 2007 in Teatro
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Leggo da ogni dove, ed anche qui l’ogni dove è una cazzata, nessun ogni e nessun dove, è un lavoro da certosino che delle cose importanti non si parla, leggo comunque di quello che Punzo quest’anno ha combinato con la Compagnia della Fortezza a Volterra.

Di solito vado a teatro, mi metto in coda per i biglietti, mi guardo intorno, sento quello che la gente si racconta. Poi c’è la sala, il buio, l’azione, gli applausi. E per tutto questo tempo, di solito, la mia mente è distratta da una domanda. Perché siete qui? cosa ci siete venuti a fare? non vi rendete conto che questo gioco costoso e asfittico è privo di ogni senso? perché non ve ne andate a passeggiare, a giocare con la PlayStation, a scopare? Cosa ci state a fare qui? Che cosa c’è da applaudire?
Guardando il lavoro di Punzo le stesse domande ribaltate mi sono passate per la testa, gli occhi in lacrime, alla fine. Perché? cosa c’è da applaudire?

Perché non eravate tutti qui? Michela perché non eri qui? Andrea? Raffaella perché non sei venuta? Daniela, Chiara, Giorgio, dove eravate? Perché non c’eri Francesca, Federico, perché? Alessandra, non ti vergogni? Simo, Christian, Paolo, vi rendete conto che vivete in un mondo fasullo? Max, dov’eri? Maurizio, Chiara, perché non eravate lì quando le mie lacrime hanno cominciato ad uscire? E tutti gli altri? dov’erano tutti gli altri? quelli che io a teatro non ci vado mai, che io il teatro non lo capisco, che il teatro mi costa troppo, dov’eravate tutti? E gli esperti dov’erano gli esperti? gli intellettuali, i direttori artistici, i poeti i critici. Perché non lo sapete che succedono cose così anche in Italia, la nostra povera ed odiata Italia?

Ed anche sul che cosa c’è da applaudire, sul suo ribaltamento, qualcosa da dire ce l’avrei. Io l’ho fatto, e a lungo, e mi è servito a trattenere la rabbia di una presa di coscienza. Dell’inestimabile presenza di eroi ingabbiati che ti sputano in faccia la tua misera ed inutile vita. Della mostruosa morte di un burattino magico che cede il posto a qualcosa di molto più basso e crudele, un essere umano. Della mostruosa morte del teatro tutto. Della mostruosa fine che loro tutti faranno.

Cosa avete da applaudire?

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