Tutto questo non è virtuale

Pubblicato: 10 settembre 2007 in Digital Unite, Non parcheggiare nei luoghi comuni
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(vir-tu-à-le), agg.

in filosofia, che è in potenza, non ancora in atto
est. che può attuarsi prossimamente ed ha tutte le premesse per diventare attuale: stato virtuale di guerra, quello in cui, pur non essendo ancora stata dichiarata guerra, esistono chiaramente le condizioni perché essa divampi da un momento all’altro

da Sapere.it

Sei lì, è tardi nella notte, e leggi un blog di uno sconosciuto che dice cose estremamente interessanti e brillanti. La musica, la ascolti da un pandora o last.fm qualunque, sì il primo l’hanno limitato ma chi non sa oggi, a parte me, come aggirarla la limitazione? E la musica, la musica è musica.
Poi chatti. Hai gli instant messengers con innumerevoli richieste di nuovi contatti, siti “sociali” dove ti coinvolge chiunque, il buon vecchio IRC che continua ad essere pazzescamente frequentato. E quando ci finisci a letto, con quella lì che ti sembrava simpatica un po’ pedante ma simpatica, bè non ci puoi credere lì per lì che ha preso il treno all’una di notte proprio per finire a letto con te, non ci puoi credere, che ha compiuto diciotto anni da soli due giorni, ma insomma tutto il resto è proprio lì sotto ai tuoi occhi alle tue membra, la sensualità, il corpo, la notte.
E poi i film, quelli che non sono andati perduti perché nessuno li copiava, i serial TV che riempiono le nostre lunghe notti invernali, i cartoni per la bimba (non ci puoi credere cosa succede nove mesi dopo aver fatto quella pirlata del treno all’una di notte), i videogiochi.
Leggendo quel blog poi ti rendi conto che c’è già un altro modo di raccontare la realtà, un po’ complicato ma efficace, che non passa dai canali ufficiali, molto poco, scopri che l’inutile velocità dei quotidiani ha delle alternative, che la loro inutile propaganda non è mica necessaria. Ti rendi conto che l’informazione ormai è cambiata.
E la posta elettronica bing! bing! anche a quest’ora arrivano messaggi di lavoro, tanto che sono anni che non ti rendi nemmeno conto che la posta elettronica è uno strumento di lavoro ed il tuo principale uno strumento di vita.
E quanto leggi, ogni giorno! il tempo per i libri viene rosicchiato rosicchiato, tante sono le cose che trovi in giro e delle quali non riesci più a farne a meno. Sorridi ancora pensando a quante cazzate hanno detto i tuoi clienti durante la conferenza, chiamiamolo skypecast, di ieri.
Tempo di fare la nanna. Il libro comprato online è sul comodino, la sveglia comprata online è puntata, suonerà la musica trovata online.
Cari miei, tutto questo non è virtuale, smettetela di chiamarlo così. Cari miei, tutto questo ma anche molto molto di più è il vostro mondo, ed è reale, almeno quanto me e voi.

commenti
  1. matteo scrive:

    credo che quelli di lame ti abbiamo risposto qui

  2. miki scrive:

    La qual cosa è stata sottolineata qui: http://mezzomondo.tumblr.com/

  3. matteo scrive:

    ci tengo a precisare che invece io sono d’accordo con te, eh

  4. miki scrive:

    Virtualmente d’accordo, naturalmente.

  5. matteo scrive:

    ti segnalo pure questo articolo, non avendolo ancora finito di leggere:

    http://www.shirky.com/writings/group_enemy.html

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