Il salotto letterario di MezzoMondo

Pubblicato: 14 settembre 2007 in Consigli, Letteratura
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Come tutti i martedì questo giovedì ci riuniamo nel salotto letterario di MezzoMondo. Ocio che questi libri non sono mica da leggere sotto all’ombrellone, ve li prendete, ve li portate, vi prendete un’ora e li leggete seduti ad un tavolino, un caffè, un pezzo di mela, un bicchiere d’acqua, due appunti, lo sguardo nel vuoto.

Di Mario Martone ho trovato sepolto tra scaffali di libri a metà prezzo, che poi siccome ne ho comprati altri me lo hanno pure regalato Ma chi vuole che se lo compri un libro così? “Teatro di guerra un diario”. Non è davvero un diario, è la proiezione del percorso che ha portato Martone al film: Qualcuno a Sarajevo potrebbe ridere del malessere del mio regista napoletano. Se amate il teatro di Martone e non ne capite alcune scelte di vita, un po’ quello che succede a me, provate a cercarlo, magari se ne trova ancora qualcuno in qualche scaffale di libri a metà prezzo.

Di Per Paolo Pasolini qualcosa che vi può avvicinare, se non lo conoscete o se vi intimorisce, un po’ quello che succede a me. Sono le Lettere luterane – Il progresso come falso progresso: Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri. Non importa se i figli sono buoni, innocenti, pii: se i loro padri hanno peccato, essi devono essere puniti. E’ il coro – un coro democratico – che si dichiara depositario di tale verità: e la enuncia senza introdurla e senza illustrarla, tanto gli pare naturale.

Mi ha sorpreso Virginie Despentes, sì la stessa di Scopami, con l’appena tradotto King Kong Girl: Trovo formidabile che ci siano anche delle donne a cui piace sedurre, che sanno sedurre, altre farsi sposare, certe che sono portate per il sesso e certe per cucinare la torta per i bambini quando escono da scuola. Formidabile che ce ne siano di dolcissime, di realizzate nella loro femminilità, che ce ne siano di giovani, molto belle, e di civettuole e radiose. Sono ben contenta per tutte quelle a cui vanno bene le cose come stanno. Lo dico senza la minima ironia. Si dà il caso, semplicemente, che io non faccia parte di quelle lì. Dedicato, anche, a Karen Bach che non ne faceva parte, nemmeno lei.

E se avete un bambino o una bambina a cui piacciono le storie dei cavalieri e se non avete la sindrome della sopravvalutazione che prima o poi l’età giusta arriva se non è oggi è fra dieci anni, provate con l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino. Vado avanti a raccontare così di corsa perché in mezzo a vicende tanto seriose m’è presa una gran nostalgia d’un personaggio che incarnava una dignità comica più forte di tutte le dignità tragiche; il poema sta per finire; che Ariosto se ne sia dimenticato? […] è lui Rodomonte, il più spavaldo, il più smodato, il più suscettibile, il più sfortunato, il più patetico di tutti i nostri eroi.

Di Babsi Jones e del sangue delle sue parole ne parlano altri, e molto meglio di me che lei stessa raccoglie qui. Quello che per me conta è che lei sia riuscita a mettere in piedi un oggetto non consumabile non lineare multifronte e multicentrico, la biblioteca del suo narrare che non è più narrazione ma qualcosa di estremamente simile alla vita. E come nella vita gli incontri che fai, in fondo, non sono casuali.

commenti
  1. […] ripreso in mano uno dei libri di cui ho parlato nel Salotto Letterario, quello di Pasolini, e per dovere di correttezza dovrei pubblicarlo tutto quanto qui. Ma siccome […]

  2. Anna scrive:

    Vieni a trovarci, siamo un salotto letterario a Milano.
    Anna

  3. Miki scrive:

    Eh, purtroppo frequento salotti letterari di Milano solo quando un paio di frasi fatte mi danno concrete possibilità di offuscare anche per un istante gli istinti di autoconservazione di donzelle baldanzose facendo creder loro di essere appetibile sessualmente.
    Per il vostro sito il discorso è diverso, potrei perfino tornare se ve ne andate da Spaces.

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