Miki goes social

Pubblicato: 18 settembre 2007 in Digital Unite, Internet, Non parcheggiare nei luoghi comuni
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Mi sono iscritto a Facebook la sera del massacro di Virginia Tech, era uno dei modi, assieme a twitter, per avere notizie di prima mano dagli Stati Uniti. In quell’occasione, per la prima volta che io ricordi, la Rete è stata al centro dell’avvenimento, non faceva parte della scenografia ma era un attore: gli studenti comunicavano via email, si cercavano su Facebook, postavano su twitter. Ma per questo motivo Facebook mi è sempre rimasto un po’ ostile, come sporco di sangue, di quel sangue che non si riesce a lavar via.
Poi, diciamocelo, tutta questa urgenza di partecipare ad un social network mica la sento. Per non parlare del tempo. In effetti io un luogo di socialità sulla Rete ce l’ho, ed è MezzoMondo. Su MezzoMondo ci capita mezzo mondo, il mezzo mondo che io vorrei che ci capitasse (assieme a qualche occasionale imbecille che ha sbagliato metà) e questo è il social networking più mio che io possa immaginare. Non sono il solo a pensarla così, giustamente Eric si chiede come descriveresti Linkedin o Facebook ad un inesperto? cosa puoi fare lì che non puoi fare qui?
Con tutto questo, ho aggiornato il mio profilo di Facebook, ci sono le applicazioni, ci sono gli amici, parola un po’ abusata, c’è tutto ed è bellissimo ed invito tutti a provare l’esperienza. Però sono ineluttabilmente legato alla mia identità digitale, che è qui e che ho portato lì ma continua ad essere qui.
Sono Ubik.

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