Corpi urbani a Genova

Pubblicato: 21 settembre 2007 in Teatro, Visual and performing arts
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Ho seguito tre performances del festival internazionale di danza in paesaggi urbani che si chiama ‘Corpi Urbani’, giunto alla quinta edizione, qui il programma.

L’idea del festival dovrebbe essere quella di utilizzare, occupare, appropriarsi di zone della città non necessariamente adatte per iniettarvi situazioni di danza o di ricerca al fine di valorizzare reciprocamente le azioni ed i luoghi.

La riflessione, che non parte certo da qui, riguarda però il valore “politico” dell’allestire un lavoro per le strade di una città oggi. Le tre performances che ho seguito oggi, sia pur effettuate in presenza di un pubblico discretamente nutrito, sono state semplicemente ignorate dalla popolazione “residente”. L’operazione di occupazione dello spazio è così, in un certo senso, fallita. Non è naturalmente colpa né dell’organizzazione né della qualità dei lavori presentati, è un problema, appunto, politico, che va affrontato a monte e che risulta ancor più complesso per una disciplina così attratta dall’astrattismo come la danza. Secondo me l’appropriarsi degli spazi cittadini deve passare per il coinvolgimento del pubblico “casuale” o residente e chi opera sia a livello organizzativo sia a livello performativo deve prendere il tempo necessario per lavorare a questo scopo.

Infine non si può non osservare come il dilagare della tecnologia non abbia giovato alla fruizione del lavoro. Se tutto resta chiuso nella cerchia degli addetti ai lavori e dei pochi interessati, tutto si svolge di fronte a persone che non incarnano un pubblico tipico bensì una qualche forma di ripetitore. Tutti con la loro macchina fotografica digitale professionale, molte videocamere, il lavoro non viene più “guardato” ma solo “riprodotto”, spesso distrattamente, lasciando una sensazione di fastidio provocata dagli eccessivi movimenti di tutti coloro che si sentono in dovere di riprendere o fotografare, cioè tutti. Lo user generated content in alcune circostanze andrebbe abolito, a partire dal mio; se in questo week end vi capita di partecipare a qualche evento, fotografate di meno e guardate di più, va a finire che ci guadagniamo tutti.

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