Another one bites the iDust

Pubblicato: 13 novembre 2007 in Consigli, Sano localismo
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ciao miki,
sabato pomeriggio non sapevo cosa fare, ero un po’ annoiato, e sono quindi andato a fare un po’ di shopping compulsivo di quello che ti fa sentire meglio perchè ti fornisce le stesse sostanze che trovi nel cioccolato (anche se non ho comprato della cioccolata come sarebbe stato lecito pensare per potenziarne all’inverosimile gli effetti).
o forse quelle erano nel sesso e non nello shopping. in ogni caso se fossi andato a puttane non avrei sbagliato di sicuro. invece non sono andato a puttane (ho una compagna ancora piacente e un figlio, dopotutto) ma sono andato all’AppleStore di via Marghera e ho comprato un iMac da 24″ con Tiger e, via posta, un aggiornamento a Leopard. dovevo cambiare computer e quindi ne ho approfittato per cambiare computer. questo giorno passerà alla storia (la mia storia personale, evidentemente) come il giorno dell’ “iBlitz”.
a suggellare questo mio ingresso repentino nel mondo Apple ci ha pensato emanuela quando sono tornato a casa col pacco: ha commentato “ma hai comprato un televisore?”.
forse – azzardo – nel prendere il bestione a 24″ ho fatto un po’ troppo lo sborone comportandomi esattamente come le persone che quotidianamente denigro pesantemente e che nei negozi si presentano dicendo cose del tipo “mi dia il top di gamma! così poi non ho problemi” e comprano il suv per andare all’esselunga e portare i figli alla scuola che dista 300m da casa.
ecco, il 24″ è fighissimo ma è grosso. certo, sono cosciente che sembra una banalità ma sottintende tutto un discorso sulla percezione degli ingombri all’AppleStore (che è quasi zen per la presenza di spazi tatticamente vuoti quasi a volerti dire “ma no, dai. non vedi quanto è piccolo e discreto?” sottintendendo “in confronto ai 2000mq vuoti che hai qua attorno”) che vengono totalmente rivisti una volta aperto il pesante pacco nel soggiorno di casa.
in ogni caso il posto lo trovo. anzi, c’è già. devono venire degli operai che con un abile lavoro di cesello e mazzetta (e stucco e colore, immagino) creeranno la postazione ideale anche a casa. in verità spero proprio che con la mazzetta non creino uno spazio vuoto da 2000mq attorno al mac.
una nota: alla Apple saranno bravi a fare i computer e il packaging, ma sono molto scarsi nel progettare le maniglie delle loro scatole. sono troppo piccole, si alzano di un cm scarso. e il pacco pesa 12kg. mi sono tagliato tutte le seconde falangi. alla faccia dell’interfaccia (come direbbe Totò) e dell’usabilità. vabbè, dopotutto non ho mica preso un portatile. e anche l’involucro in un qualche modo ce lo ricorda.
ah, ho preso anche l’airport extreme per sostituire quella baracca di access point d-link. bello. se non fosse che ci ho messo un po’ per configurarlo: paradossalmente il portatile con windows lo vedeva all’istante e si connetteva mentere il mac diceva “piattaforma airport?! dove?”. in ogni caso alla fine ce l’ho fatta: ho connesso alla porta usb dell’airport extreme un hard disk usb di quelli piccoli alimentati dalla porta usb stessa e dopo un paio di secondi è comparsa sul desktop l’icona del drive. network disk on-the-fly. figata pazzesca.
ho copiato le foto, la musica e i film che avevo sparsi per casa.
non ho ancora potuto fare l’aggiornamento tiger–>leopard (ho letto che non ti sei trovato benissimo)
visto che tu sei esperto di mac: e adesso che ci faccio? so che molti di voi maccuser aprite dei blog e fate cose sociali tipo ascoltare last.fm.😉
tu hai mai provato software tipo crossover?
come lavorate voi macchisti? non ci credo che ascoltate solo musica e guardate film con frontrow (anche se non sarebbe un pessimo utilizzo). nè che vi divertite tutto il tempo facendo comparire e sparire le finestre con exposè. nè tantomeno che voi maccuser siete tutti designer o pubblicitari da gusti sessuali borderline.
cmq te lo prometto: quando riuscirò ad avere almeno una cosa da dire al giorno aprirò un blog. e ti chiederò come fare. anche se ciò che mi blocca è pensiero che a nessuno possa in effetti interessare quello che ho da dire su internet. del resto qualunque cosa pensi o voglia dire, da qualche parte sul web c’è già qualcuno che l’ha già fatto (e meglio di me). al che posto solamente il commento “concordo pienamente”.

seeya,
l

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