Genova non è l’Irak

Pubblicato: 16 novembre 2007 in Bella Italia, Sano localismo
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Non è l’Afghanistan, non è nemmeno la Birmania. L’Iraq forse l’hanno inventato i giornali, sai forse non c’è un posto dove la gente va e si ammazza così con quel gusto del male. Non ci possono essere posti dove nessuno, nessuno, tra le fate verdi e i Power Rangers, tra i draghi di fuoco e i maghi guerrieri riesce fermare questo massacro. Vedi bimba mia, tu oggi non sai ancora leggere, e allora io mi sento nella condizione di poter scrivere qualunque cazzata. Quella lì Agnese, quella strada dove ci sono quei ragazzi per terra che sanguinano, quella lì è la piazza dove ogni tanto andiamo a giocare, c’è spazio e puoi farti i giri con la bici. Quei signori con i caschi che prendono a calci quelle ragazze sono gli stessi, intendo esattamente gli stessi, ai quali tu fai ciao ciao Polizia amici Polizia. E quella scuola con tutte le pareti piene di sangue è proprio la scuola sotto a cui passiamo tutte le volte che andiamo dal tuo amichetto preferito. La macelleria messicana, così l’anno chiamata, ma tu che ne sai cos’è il Messico? L’Irak forse non esiste e forse in Messico non ci sono macellerie. Quelle strisce di sangue che la pioggia ha lavato via sono rimaste dentro di noi, come i carri armati che ci attaccavano, come le armi che ci miravano. Quelle strade sono le strade che io e te percorriamo tutti i giorni. Li hai conosciuti, molti di loro, li hai conosciuti nei teatri, ti hanno tenuta in braccio, hanno giocato con te. Papà è stato in guerra, ed era tutto vero. Quello che i nostri occhi ci dicevano era impossibile da credere, l’equilibrio era rotto, la normalità pure.
Genova, luglio 2001.
Sono passati sei anni e anche grazie a te molte di quelle ferite si sono rimarginate, ed alcune sono proprio guarite.
Possiamo andarcene in pace, il nostro compito qui è finito.

L’allora ministro dell’interno
L’allora capo della Polizia
L’allora Generale Comandante dei Carabinieri
L’allora responsabile della centrale operativa dei Carabinieri di Genova
L’allora responsabile della Questura di Genova

Queste cinque persone mancano ad un mio appello personale, che chiede ai responsabili di assumersi le responsabilità, come farebbero i Power Rangers, le fate verdi o gli elfi del sole.

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