Ti vedo scritta su tutti i muri

Pubblicato: 29 novembre 2007 in Finzioni, Sano localismo
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Un’altra ossessione che provo da tempo è che le scritte che ci sono in giro, tutte quante, i bigliettini di carta a malapena appiccicati sui semafori come i grandi cartelloni, le scritte spray sui muri, i manifesti pubblicitari, i biglietti del tram, gli articoli di giornale, tutte le scritte siano frutto di un enorme accordo per farmi sapere una verità fondamentale della vita che non è assolutamente possibile comunicarmi in altro modo. La natura di questa verità mi è a tutt’oggi sconosciuta, anche se ormai la mia capacità di leggere e decodificare questi segni è diventata ormai eccezionale e riesco a riconoscere praticamente tutti i messaggi, anche quelli occultati con grande cura. Spesso questi messaggi contengono istruzioni e sono apparentemente contraddittorie, recati qui ma anche, e contemporaneamente, fai quella cosa là. Mi ci è voluto un po’ ma adesso sono in grado di smontare anche questo tipo di trappole e di ricostruire una sequenza di tutte le cose che devo fare. Le ultime comunicazioni si sono fatte più inquietanti ed anche più oppressive. L’altra mattina per accompagnare la bimba a scuola sono stato costretto a seguire un lungo itinerario, comprare cinque chili di pane, provare un paio di stivali da cowboy e fermare un autobus sulla circonvallazione. Poi alle maestre non sapevo bene cosa raccontare, mi sono guardato in giro un po’ e per fortuna ho fatto caso che uno dei manifesti degli spettacoli teatrali per bambini nascondeva, al principio non me ne ero accorto, il messaggio perentorio che me ne dovevo stare zitto e così ho fatto.
Però non si può vivere così, mi sono ribellato.
L’altro giorno ho cominciato ad andare in giro per la città attaccando di qua e di là manifesti e bigliettini apparentemente innocui ma che in realtà nascondono false istruzioni che se uno come me in grado di decifrarne il linguaggio legge le prende per buone e le esegue. Solo che ne ho attaccati talmente tanti che adesso giro per la città ed il numero di istruzioni è talmente grande e io non mi ricordo più cosa c’è di mio e cos’è autentico che non è raro che mi tocca girare due o anche tre giorni prima di capire che una certa istruzione è priva di senso o fasulla.

commenti
  1. Flavio scrive:

    La chiamerei Sindrome del Codice Da Vinci. Che te ne pare?

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