38,5°

Pubblicato: 23 dicembre 2007 in Sano localismo
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Ho sognato di recitare in Cloverfield la parte dell’alito di Godzilla.

JJ mi ha suggerito di mettermi un’aspirina sotto all’ascella, se è sufficientemente sudaticcia si scioglie, come si dice, effervèsce, e la sua assimilazione è rapida e non c’è l’effetto collaterale dello stomaco.

JJ dice che con questa tecnica si riescono a prendere fino a quattro aspirine alla volta. A parte le due ascelle le altre due non ho ben capito.

Inoltre l’ascella ti resta per mesi con quell’ottimo profumo di foresta di salici.

Che è pericoloso per le renne che son ghiotte di corteccia di salice.

Anche se JJ diciamocelo, non è che sia così di renne qui in Italia.

Sento un rumore di là. Ho le gambe molli ma faccio lo sforzo di alzarmi, pensavo di essere solo in casa.

C’è una renna nella mia cucina che divora la scatola delle aspirine.

Procedo alla macellazione assestando un colpo netto alla base del collo con il bat-coltello macellarenne che non ricordavo di avere in tasca.

La ferita si rimargina immediatamente. La renna mi guarda con i suoi occhioni da renna e mi parla.

Un quadrupede parlante è un’esperienza che consiglio a tutti prima o poi.

Temo per le mie ascelle, le renne sono ghiotte di corteccia di salice.

Invece la renna si dimostra amichevole, dopo i soliti convenevoli mi dice in un inglese dal pessimo accento del sud: “Save the reindeer, save the world”.

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