Sono da sempre Hikikomori e nessuno me lo aveva detto

Pubblicato: 23 gennaio 2008 in Non parcheggiare nei luoghi comuni, Quattro salti nel sociale, Sano localismo
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Amici amici amici un cazzo (per inciso lì dove punta quel link ho conosciuto Andrea e la mia vita è cambiata per sempre). Comunque amici un cazzo.
Leggo sul tumblr di George Taylor McKnight (che dico, ma chi cazzo è? non potevate scriverlo voi sul vostro che invece vi conosco?) che in Giappone, patria della figata diffusa, c’è una parola che descrive con precisione quello che sono io e che siete la stragrande maggioranza di voi: Hikikomori. Scopro che c’è una scarna pagina sulla Wikipedia italiana e come spesso succede una pagina molto più completa su quella inglese.
In queste ed in molte altre pagine Hikikomori viene definita un'”afflizione” quando non addirittura una “patologia comportamentale”.
Ve lo dico, Hikikomori è un traguardo, è la frontiera.
Per fortuna i dati sono confortanti. Circa un milione di adolescenti giapponesi, cioè circa il 20 percento dei giovani e circa l’uno percento della popolazione totale è Hikikomori. In Italia come al solito siamo mostruosamente indietro ma la necessità di isolarsi dall’orribile mondo esterno per fruire felicemente di quello che ci offre Internet all’interno della nostra stanzetta vedo che si diffonde sempre più.

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