Tre matrimoni ed una proposta: come trasformare (di poco) i siti dei quotidiani italiani

Pubblicato: 28 gennaio 2008 in Consigli, Giornalismi, Internet, Media, Non si fa così
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Antefatto (lo si legge bene in questo articolo): un tipo che ha un blog cioè anzi un tumblr che voi non lo sapete ma è molto più di un blog, Paulthewineguy si è inventato una cosa che possiamo riassumere così: prendo un capolavoro della pittura e lo maneggio un po’ per renderlo più comprensibile ai geek. Idea molto carina, grande successo sia sui media di nuova generazione e finalmente anche sul Corriere, che però fa l’errore di non linkare nulla sollevando le proteste di molti.
Risultato della bufera: Paulthewineguy si stufa e toglie tutte le immagini argomentando tra l’altro “Chiedo veramente scusa a tutti per la cancellazione, pregandovi di non farne una questione più importante di quello che è: 4 stupidi ritocchi fotografici”.
Quello che successo e che succede quotidianamente con in grandi siti di informazione italiani, e non solo, in questo caso l’Italia è in ottima compagnia, è il sintomo di una gestione ambigua e a mio avviso errata del mezzo che è per sua natura esposta al rischio di errori di questo genere.
In un sito come quelli di Corriere o Repubblica sono presenti contemporaneamente almeno tre oggetti distinti che però nella fruizione distinti non sono: c’è una fotocopia del giornale cartaceo, ci sono le breaking news, ci sono le risorse scovate in rete che tanto fanno imbufalire i vari esperti: tette e video senza citare la fonte. Eppure dovrebbe essere chiaro che:

Non tutto quello che appartiene al cartaceo è fruibile da web. Questa ovvietà dovrebbe essere ancor più ovvia a loro, ammesso che possiedano statistiche di accesso che non siano drogate dal refresh coatto, che a questo punto dovrebbero essere in grado di modulare la lunghezza degli articoli al tipo di fruizione.

Le breaking news sono un’arma a doppio taglio (e quando non ci sono notizie che si fa?) ma non c’è dubbio che la loro sede naturale sia la rete e non c’è dubbio che la loro sorgente naturale sia di tipo giornalistico. Sono una specie di “Edizione straordinaria perpetua” e ci vuole mestiere.

Ed ecco la proposta: creare redazioni apposite e piattaforme apposite per la ricerca e la ripubblicazione di informazioni sul web. La piattaforma di riferimento ovviamente è tumblr ma non mi sembra possibile “prenderla e portarla dentro”, mi sa che bisogna proprio rifarla da capo. Però questa sarebbe l’occasione d’oro per assumere gente competente che faccia un lavoro che necessita conoscenza della rete e proprietà di linguaggio e per aumentare senza trucchetti da prima elementare l’interesse che può suscitare un sito di questo genere.

Come comporre poi queste tre sezioni è un’ulteriore sfida che secondo me nessuno si è ancora posto in questi termini nemmeno tra i grandi media americani.

Questo significa anche fare lo sforzo di (ri)dare dignità al cartaceo, sforzandosi di farvi convergere i lavori di maggior corpo, le inchieste, le biografie, le grandi recensioni, le monografie.

Insomma non basta avere un sito che sembra un quotidiano per essere un quotidiano.

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