Una metafora

Pubblicato: 24 febbraio 2008 in Sano localismo
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Ho incontrato l’autore con un’amica in una piccola libreria del centro, teneva tronfio in mano la prima copia del suo primo romanzo, un romanzo dal titolo del cazzo che ho scordato, “E’ una metafora”, lo dice ammiccando e stendendo le labbra in un sorrisino un po’ idiota, intende portarsela a letto, o forse l’ha già fatto, non so. Mi sono immaginato una zoomata come quelle di Google Earth, mi sono immaginato un’enorme croce rossa calare dal cielo e posarsi sull’autore, su tutti i suoi libri, su tutte le sue parole. Hai la croce sopra, amico.

La croce sopra vista da Google Maps

Nell’istante in cui colpisci la pallina, ti hanno detto e ridetto fin dalle prime lezioni, il movimento del braccio è arrivato solo a metà. Bisogna lasciarlo andare, il braccio, in un’azione solo apparentemente inutile, bisogna seguire il colpo, non rallentare o frenare il colpo. Se questa lunghissima fase finale non ci fosse, se il movimento iniziasse a venir interrotto precocemente, c’è caso che poi una volta il movimento lo interrompi troppo presto e la pallina non la colpisci proprio. Vai fino in fondo, allora, vai fino in fondo.

Della conferenza stampa di Grillo c’è poco da dire. Tra tutti i temi che tocca e sono tanti e molti sono importanti, ce ne sono alcuni che dovrebbero avere risonanza quotidiana sulla stampa, e non ne hanno. La questione delle banche complici di manovre finanziarie che distruggono il territorio, ad esempio. Forse più in generale la questione delle banche. Il fatto che gli studi epidemiologici più importanti non siano di pubblico dominio (magari lo sono, ma sulla stampa passano solo le aviarie, le sars, i prioni e pirlate del genere). Il fatto che la parola “pubblico” significherebbe pubblico, e cioè di tutti. La trasparenza.

Oh, lui è anche antipatico, contraffatto, quello che volete. Nulla, al confronto dell’arroganza di quelli che lui accusa.

Ora, torniamo un attimo a quella fase. La pallina è stata colpita, una nuvoletta di terra rossa si sta già disperdendo nel turbine generato dalla racchetta. Il braccio non si ferma e va, va, chiude il movimento. L’atleta è diligente.

Ecco, la mia vita si può riassumere tutta in quella fase. Un colpo forte, un movimento che segue una traiettoria ormai non più modificabile, la velocità che pian piano cala fino a fermarsi, la palla che termina abbondantemente in rete.

commenti
  1. Simo scrive:

    Sul miglioramento del diritto si può lavorare. Su, un po’ di allegria!

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