Allora vattene a vivere su un’isola deserta

Pubblicato: 27 febbraio 2008 in Cinema
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C’ho il film sotto casa. Il dispendio di uomini e mezzi è impressionante, son tre giorni che appena esco di casa vengo circondato da un centinaio di persone, quattro o cinque camion, e svariate macchine da presa collegate a non so cosa tramite gigantesche matasse dei cavi elettrici più grossi che mi sia mai capitato vedere. Allora mi sono fermato per guardare un ciak, così, pensavo, il cinema italiano fa schifo, metti che questo investimento titanico potrebbe accendere una luce.
Circa tre ore per montare una rotaia di un paio di metri per il carrello, ciak, tre secondi di inquadratura della peggiore attrice italiana di tutti i tempi, e va che ce ne vuole, che deve uscire da un portone e andarsene e manco quello sa fare, carrellata, fine, cinque operai a smontare la rotaia. E così via per tutto il giorno, luci, trucco, rotaie, catering, traffico bloccato, vigili, non parcheggiare lì, gente arrogante che ti ferma manco fossimo in carcere e così via.

Allora ho chiesto chi fossero gaffer e best boy, che non ho mai capito che cazzo di ruoli sono il gaffer ed il best boy, e il gaffer era pure carino, li ho invitati a prendere un caffè e li ho avvelenati con un potente lassativo, mi sembrava utile farli fuori per fare risparmiare qualcosina alla produzione.

Poi sono andato a ragionare con il meccanico, lì c’è un meccanico, ad essere onesti credo che sia il meccanico più caro della città. Lui dice che son tutti soldi buttati nel cesso, che ‘ste cento persone prenderanno ben almeno mille euri al mese, ma dice lui, con ‘sti soldi non potevano aiutare la povera gente? che io gliela scioglierei tutta quella pellicola, lei lo sa che nell’olio di sintesi la celluloide si scioglie?

E io siccome va bene tutto, che sono incazzato e tutto, va bene che ho sfoltito il personale con il guttalax, ma i cinema è pur sempre il cinema no? è pur sempre quella meravigliosa impagabile esperienza no? è pur sempre un industria che adesso non rende niente perché il prodotto è il più scadente di sempre ma una luce si potrebbe sempre accendere no?

E quindi con l’aria più seria che potevo gli ho detto “Cosa diceva dell’olio di sintesi?”.

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