OLPC: un primo giudizio

Pubblicato: 30 marzo 2008 in Vaccate ipertecnologiche
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Con un giro del mondo degno di Phileas Fogg un paio di settimane fa mi è arrivato, ordinato negli Stati, il famigerato portatile da 100 dollari (cioè 200, cioè 125 euro se non ho capito male) che si chiama XO ma che tutti conoscono come OLPC dall’acronimo One Laptop Per Child.

In breve, è una figata.

Trattasi di oggetto dal design fantascientifico, pensato in lungo ed in largo per restare saldamente nelle mani dei pargoli senza subire traumi di alcun genere. La Signorina A., cinque anni, si presenta nelle case degli amici dicendo cose tipo (testualmente) “aspetta che mi connetto, ma và quante reti sprotette ci sono qui, ok, ora possiamo scaricarci qualche gioco”. Ormai ce lo litighiamo quotidianamente, per molte delle mie attività è più comodo e pratico di un normale portatile da adulti.
Il suo cuore è un’interfaccia completamente scritta in Python appoggiata su una distribuzione Linux creata appositamente per stare comodamente sistemata sul suo disco allo stato solido, aspettate solo che trovi il tempo di metterci le mani. L’interfaccia è un po’ ostica per chi come me è abituato a ragionare poco e male (almeno all’inizio) ma i bambini non sembrano soffrirne, anzi la maneggiano abilmente.

Il suo punto di forza è il networking, e non vedo l’ora che comincino a diffondersi un po’ di portatilini anche qui in Italia per valutare quanto forte è questo punto di forza, che per essere forte già così come unico OLPC presente in Europa è forte.

Caldamente suggerito come regalo di compleanno via collette di classe, al posto di quelle merde a base di gormiti (quando va bene) che di solito si vedono alle feste.

(Post pubblicato con la nuova interfaccia di WordPress 2.5, che è meglio della vecchia con un paio di riserve)

commenti
  1. ENTJ scrive:

    Ma è fantastico! Ho speso di più per ripristinare il mio vecchio portatile quando mi si è fottuto l’hard disk, senza contare la perdita di tempo.
    Miki, secondo te quanto devo aspettare per regalare un XO a mia figlia (al momento ha due anni) senza destare sospetti di auto-regalo presso mia moglie?
    Magari potrei fare così: ne regalo uno a entrambe, tanto per fare un po’ di fumo, e poi li uso io entrambi, uno per navigare, l’altro per il file sharing. Sì, farò così. Il vecchio e inutile portatile Windows posso sempre collegarlo alle tapparelle di casa, che fa tanto domotica.

  2. Miki scrive:

    Ottima idea l’acquisto di due pezzi. Tra l’altro con un bel disco esterno USB ed un po’ di smanettamento ho l’impressione che possa tranquillamente fare le scarpe a qualunque Airport Express / Time Capsule in commercio.

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