Critica ragionata sui video del PD

Pubblicato: 4 aprile 2008 in Bella Italia, Internet, Media, Non parcheggiare nei luoghi comuni, Non si fa così
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Come forse saprete c’è polemica in questi giorni sui video propagandistici del PD.

Il primo che mi è capitato di vedere è il cosiddetto “I’m PD”, che non è nemmeno brutto, è al di là della mia capacità di comprendere i meccanismi comunicativi che lo hanno generato. Ho provato una terribile vergogna vedendolo e la vergogna non è un sentimento che mi appartiene spesso (tranne quella volta che ubriaco entrai nell’appartamento sotto al mio, sbagliai piano, la porta era socchiusa e tutte le cose erano sottosopra pochi secondi prima dell’arrivo della polizia). Vergogna de che? mi chiedevo, tu non vai mica a votare! Eppure ho provato vergogna per tutti coloro che credevano che la politica fosse un mezzo per migliorarsi e per migliorare l’Italia, vergogna per quelli che hanno ancora bisogno della barbetta ben curata e del MacBook per sentirsi a posto con la propria coscienza. Coscienza? La coscienza non c’è più. Ho provato vergogna per il testo superficiale, l’assenza di ironia, la scelta sbagliata della canzone, la scelta sbagliata del titolo (provate a tradurlo in francese, je suis PD). In Italia non siamo abituati a ragionare sulle conseguenze delle scelte, ogni piccolo dettaglio può distruggere la migliore delle confezioni. Se questo è il futuro, voglio vivere nel passato.

Ma allora perché non copiare? non siamo capaci di fare gli originali, almeno cerchiamo di copiare no? E infatti puntualmente spunta un altro video, “Si può fare 2008” , ricalcato sul video “Yes we can” che ha lanciato Obama nell’empireo della comunicazione sulla Rete.

L’idea comunicativa alla base di questo video è fortissima. Le parole di quello che voglio diventi il mio presidente ma che è negro, che combatte contro i mulini a vento, che non ha speranza, quelle parole sono musica, sono poesia, sono speranza. E la chiave di volta è che sono le parole di Obama e non quelle di un salumiere o di un lattaio o di un comico quelle che vengono messe in musica. E poi non la sentite l’energia che trasmette questo video? da dove credete che venga? viene da loro, che son tutti belli e bravi. Lo ripeto sono belli e bravi, sono artisti, sono capaci, parlano bene, guardano bene, cantano bene, si muovono bene. Questo fa la differenza tra i brividi e la vergogna.

E allora proviamo a fare una cosa così anche noi.

Ci proviamo, ma non funziona. Non funziona anzitutto perché è una brutta copia. Brutta soprattutto perché non c’è Veltroni, non ci sono le sue parole, viene tradita l’idea di fondo della comunicazione di Obama. E brutta perché loro sono brutti, male in arnese, goffi. Tra la prima comparsa di Scarlett Johansson che dura meno di un secondo ed è perfetta e la prima comparsa di Giobbe Covatta che saltella come Maradona prima del fischio d’inizio c’è tutto la nostra incapacità di curare i dettagli, di essere belli, si essere precisi. Insomma il video risulta in un disastro, persone che parlano male, che sono a disagio, un gioco ad indovinare chi sarà il personaggio successivo, le parole che non si ascoltano e scivolano via (ma perché non avete coinvolto Nicoletta Orsomando?). Un pregio, però, ce l’ha. Contrariamente a “I’m PD” che è senza arte né parte qui si percepiscono le antenne alzate, la tensione a cercare di trovare una chiave di volta, la voglia di imparare da chi ha fatto qualcosa che funziona.

Così, ad occhio, ancora tre o quattro mesi di campagna elettorale ed un buon video lo mettono insieme.
Se posso permettermi di dare una suggestione, il prossimo potrebbe partire da qui.

Aggiornamento:

Un piccolo passo avanti, arriva la musica ed il faccione di Veltroni. La scopiazzatura è ancora forzatissima, la goffaggine immensa, la gente non è magnifica, l’Italia non è solo Roma. Non è ora di creare qualcosa di nuovo ed originale? dove sono i creativi? l’estro italiano?
Bah.
Ci vuole ancora qualche mese.

commenti
  1. ENTJ scrive:

    Sai che cosa accomuna questi video, e molte altre cose che si vedono nel mondo dello spettacolo e della comunicazione nel nostro paese?
    Il fare deliberatamente le cose senza prendersi sul serio. Quell’atteggiamento vagamente snob, del tipo: “guarda, adesso sto facendo questa cosa, ma non è il mio vero mestiere, quindi anche se faccio schifo ci ridiamo sopra”. Eh no, se fai schifo fai schifo. E non sei snob, sei solo uno che non ha talento sufficiente per fare sul serio.

  2. putroppo scrive:

    purtroppo, viviamo in un paese dove chi comanda ha l’arroganza di pensare che basta scopiazzare un buona idea di comunicazione di un paese lontano anni luce (gli USA) dal nostro per riciclarla in un messaggio elettorale vincente. Dove chi comanda ha l’arroganza di vendere con lo sconto parole come novità, cambiamento e che noi gliele compreremo senza accorgerci del marcio che celano. Questo non è il mio paese.

  3. putroppo scrive:

    purtroppo, viviamo in un paese dove chi comanda ha l’arroganza di pensare che basta scopiazzare un buona idea di comunicazione di un paese lontano anni luce (gli USA) dal nostro per riciclarla in un messaggio elettorale vincente. Dove chi comanda ha l’arroganza di vendere con lo sconto parole come novità, cambiamento e che noi gliele compreremo senza accorgerci del marcio che celano. Questo non è il mio paese.

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