Sulle pagine tecnicamente disastrose dei maggiori quotidiani italiani

Pubblicato: 10 aprile 2008 in Business di sicuro successo, Giornalismi, Internet

In queste settimane ho la sventura di dover manipolare le pagine interne (tramite alcuni spiders) dei maggiori quotidiani italiani online, Repubblica, Corriere e La Stampa e sono sconvolto dalla bassissima qualità con la quale queste pagine sono costruite.

Sull’aderenza agli standard stendiamo un velo pietoso, le pagine ovviamente non validano mai e nel caso de La Stampa non sono nemmeno ben formate da nessun punto di vista. A pensarci bene con il budget a loro disposizione non si capisce bene perché questi sistemi non debbano generare (almeno) pagine aderenti agli standard, anche se a dire la verità non mi aspettavo di vedere pagine valide se nemmeno il New York Times ci fa questo favore.

Le pagine sono scorrette, male organizzate, pesanti, ridondanti, sembrano fatte da un dilettante alle prime armi.
L’indizio principale che fa capire quanto siano balordi questi sistemi di pubblicazione è la completa assenza di attenzione alle questioni legate all’encoding che se mal gestito, come chi fa il mio lavoro sa bene, è fonte di interminabili perdite di tempo e di errori. Sembra che facciano apposta a pubblicare materiale impossibile da leggere.

Insomma le pagine generate sono un disastro completo e oggi mentre ero dal panettiere mi è venuto in mente quello che possono pensare gli artigiani del pane quando gli capita per le mani una confezione di pane Mulino Bianco: raccapriccio. E come nel mio caso il pane Mulino Bianco ha milioni di visitatori mentre dalla mia bottega passano solo pochi avventori ogni giorno.

Anche Carlo Felice dalla Pasqua sul suo Tumblr dice una cosa analoga:

Oggi non mi funzionavano alcuni canali di Sky e sul video mi è apparsa una schermata che mi invitava a contattare un operatore. L’ho fatto e il signore mi ha consigliato, nell’ordine, di spegnere e riaccendere il decoder e di controllare che il cavo fosse ben inserito. Complimenti a Murdoch e ai suoi dirigenti italiani, hanno creato davvero un servizio di assistenza professionale.

Ora andrò dal mio solito antennista. Non sarà miliardario come Murdoch né milionario come i dirigenti di Sky Italia, però sa fare il suo lavoro

Sembra quindi che affiori un modello di business, fare le cose in maniera approssimativa e strapagare i manager.

Un’ultima domanda, ma è così anche per i giornali cartacei? apparecchiature vecchie o difettose, procedure di pubblicazione farraginose, qualità pessima della stampa?
Non mi sembra, mi sa che c’è ancora qualcosa che non capisco.

commenti
  1. ENTJ scrive:

    Dico una cosa scontata: i quotidiani online sono costruiti fin dalle fondamenta come un adattamento elettronico della versione cartacea, non come prototto a se stante con le sue specifiche regole di comunicazione.
    Ricordo i primi esperimenti (siamo negli anni 90) per trasportare i giornali sul web: terribili, praticamente c’era solo la prima pagina, impaginata come nel master cartaceo, e niente articoli interni. A quel tempo stare online non rendeva nulla, serviva solo a mantenere un’immagine al passo coi tempi. Era anzi strano che fossero gratuiti. Ora è cambiato tutto, i siti dei quotidiani incassano milioni dagli sponsor e sono di gran lunga più ricchi della controparte cartacea. Non è cambiato però il paradigma di comunicazione, a parte qualche fastidioso plug-in (c’è davvero così tanta gente che mentre legge le news si interrompe per cliccare sul filmatino con la velina di turno? Ma perché non andate sui siti porno, è così facile).

    Dico un’altra cosa scontata: probabilmente il formato più naturale per il giornalismo online è il blog, e i quotidiani l’hanno capito. Un segnale in questo senso è che le blog network dei maggiori quotidiani nazionali crescono a vista d’occhio, e ci scrivono sia dilettanti che giornalisti di professione.
    Va però detto che esistono anche blog illeggibili. Come in tutte le cose, alla fine tutto è nelle mani delle persone, più che delle procedure e dei formati.

    Chiudo obbligatoriamente con una domanda scontata: Miki, se tu avessi un budget infinito, come lo faresti un quotidiano nazionale online? Qual’è il qoutidiano che tu vorresti leggere? Premetto che io non so rispondere: non sono un grande fan dei quotidiani. Le notizie importanti le leggo dai blog, alcuni dei quali sono vere perle di giornalismo. E quel che resta, per quanto mi concerne, è rumore di fondo.

  2. Miki scrive:

    Guarda ENTJ, ne avevo già parlato un po’ di tempo fa qui. Si può articolare, come tutto, ma l’idea di base è quella, non tutto va sul web alla stessa stregua.

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