U.S.A. 20 – Raccolta

Pubblicato: 9 maggio 2008 in Viaggi
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I nostri ospiti hanno un piccolo campo di baseball nel backyard.

I nostri ospiti non spengono le luci di casa manco se li impicchi (per questo i pesciolini nel loro acquario sono un po’ nervusi).

Però i nostri ospiti fanno la raccolta differenziata.

E votano per Obama.

I bambini passano un sacco di tempo nel backyard a giocare a baseball.

A qualche isolato da qui ogni tanto ci sono dei conflitti a fuoco (dirlo con voce calma, come se fosse normale).

Non tutti i backyard hanno un campo da baseball.

Tutte le case, tutte, hanno un canestro davanti, però.

Tra qui e downtown c’è un anello (enorme, n.d.r.) di quartieri semiabbandonati nei quali è normale iniziare male e finire male.

Passare da Agrestic a the Wire è un attimo.

Da questa parte della strada ci siamo noi, dall’altra c’è Philadelphia, le case costano poco (quindi), sono tutti afroamericani (quindi) le scuole fanno schifo.

Philadelphia non è una città ma un’insieme di frammenti di città, i frammenti belli sono bellissimi, quelli brutti sono paurosi.

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