Mission to Palau – Giochi di mani

Pubblicato: 9 giugno 2008 in Viaggi
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Sarebbe fin troppo facile fare dell’ironia su come giocano a calcio i ragazzini di Palau. La verità è che non c’è in tutto il paese nemmeno un piccolo spazio in cui un gruppo di ragazzi si possa mettere a giocare a pallone. E allora colonizzano una parte dei giochi dei più piccoli, una trentina di metri quadri con in mezzo un cestino di rifiuti contro cui qualcuno regolarmente si sdruma ed una porta ricavata “naturalmente” dalla struttura di legno di uno scivolo.
A Palau non ci sono prati e sarà un caso particolare però mi sembra che in questo periodo ci sia un po’ dappertutto la tendenza a vietare il gioco, che sia per il rumore, perché si rovina l’erba, una stupida ragione si trova sempre. Sta di fatto che i vostri figli stanno crescendo in un modo dove o è già vietato giocare (fuori casa) o sta per essere vietato (i videogiochi dentro casa). A meno che non paghi, naturalmente.
I ragazzi di Palau, dicevo, in quello spazio giocano a pallone con la collaudatissima formula “tutti contro tutti e il più pirla in porta”. Questo ha già una sua utilità, metti che in un dato istante fosse necessario sapere chi è il ragazzino più pirla di Palau, basta guardare chi in quel momento è in porta.
Il fatto è che questa collaudatissima formula funziona finché si gioca in tre o quattro. L’altro giorno invece ne ho contati 31, cioè un pirla e trenta scalmanati che continuavano a creare mischie furibonde dalle quali il pallone schizzava fuori a velocità luce radendo al suolo tutti gli esseri, senzienti e portiere, incontrati nella casuale traiettoria.
Per ovviare alla mancanza di “senso della squadra” che trapela da questo comportamento ho inserito una variabile impazzita: il baseball.
Ieri mattina un gruppetto di ragazzi stava migliorando il proprio “senso della squadra” con la collaudatissima formula “tutti contro tutti, ciascuno con la sua bella mazza, ed il più pirla lancia”.
Non sono più tanto sicuro che quello lì sia il più pirla.

commenti
  1. Simo scrive:

    Ti dirò un segreto sul baseball sardo: a Cagliari c’è una squadra che milita in Serie B. Giocano in un campo che definire campo è un’offesa a tutti i campi del mondo. Però giocano. E giocano anche bene. Mi sa che potrei fare fortuna come allenatore, in Sardegna. O almeno restare abbronzato 12 mesi l’anno.

  2. Miki scrive:

    Ah sì avevo conosciuto a Roma intanto che giocavo con la signorina A. e la sua fiammante mazza una ragazza che gioca nel Softball Cagliari. Mi ha anche raccontato ma io non la stavo ascoltando, ci stavo facendo dei pensieri.

  3. Simo scrive:

    Ecco perchè le donne ti schivano.

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