Viaggio in Francia: Emma

Pubblicato: 3 settembre 2008 in Viaggi
Tag:

Nei posti francesi con tanto vento è tradizione dichiarare il proprio amore ad una ragazza (anche ad un ragazzo ormai, ma è meno diffusa) facendo volare un aquilone davanti a casa sua. Ad esempio davanti a casa di Emma, Emma vive ai margini di un boschetto, trovate incastrati tra i rami degli alberi o sui pali della luce o sui tetti centinaia di aquiloni coloratissimi.
Tutti i giovani francesi che abitano nei posti con tanto vento (ormai anche le giovani francesi) si allenano fin da piccoli a costruire e a far volare ogni tipo di aquilone, in attesa di far volare quello giusto per la persona giusta.
Passando per strada lo spettacolo è indimenticabile: il cielo è pieno di bizzarri animali dalle forme e dai colori più strambi che percorrono senza paura traiettorie mozzafiato.
La casa dove vive Emma appartiene alla mamma di Emma, l’aquilone del papà di Emma è appeso in bella mostra sul caminetto del soggiorno, e prima di lei apparteneva alla Nonna di Emma, l’aquilone del nonno, un po’ sbiadito, è conservato in una teca di vetro sopra all’ingresso.
A parte Emma, la mamma di Emma è la donna più bella che mi sia mai capitato di conoscere ed Emma mi ha detto che in fatto di bellezza la sua mamma letteralmente sbiadiva di fianco alla nonna.
Tutt’intorno alla casa di Emma gli aquiloni di tre generazioni di spasimanti si sono accumulati creando un paesaggio unico: sembra un mondo di fantasia ed in un certo senso lo è.
Emma mi ha insegnato tutto sugli aquiloni, come si costruiscono e come si fanno volare.
E così ho passato tutti i giorni di fronte a casa di Emma a provare i miei aquiloni, con Emma che provava i suoi e mi dava preziosi consigli. All’inizio ero timido e mi limitavo a tenere l’aquilone il più in alto possibile ma poi grazie agli incoraggiamenti di Emma ed al suo esempio ho cominciato a far fare ai miei aquiloni evoluzioni sempre più complesse, abbiamo anche imparato a fare evoluzioni assieme, una specie di “aquiloni sincronizzati”. Un paio dei miei aquiloni migliori sono andati a schiantarsi rovinosamente nel boschetto di fianco a casa di Emma, anche se non posso dire che mi dispiaccia il pensiero di far parte di quella collezione.
L’ultima mattina Emma non mi venne incontro con il suo sorriso, si limitò a guardare dalla fessura della porta semiaperta, con la mamma che faceva capolino dalla finestra del soggiorno.
Io montai l’aquilone che avevo costruito durante la notte insonne, annusai l’aria come mi aveva insegnato Emma e lo feci volare alto nel cielo facendogli fare evoluzioni che non avevo mai provato prima.
La mamma con gli occhi lucidi Emma corse fuori di casa ad abbracciarmi. Con questo volo ci siamo innamorati.
Con Emma ancora tra le braccia mi restavano solo pochi minuti, anzi pochi secondi, solo il tempo di regalare ad Emma il mio aquilone e di salire sulla macchina dei miei genitori che mi avrebbe riportato a tutta velocità nella triste città senza vento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...