UMTS e HSDPA: la situazione in Italia

Pubblicato: 10 settembre 2008 in Tecnico
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Seguito ideale delle prime impressioni. Non si parlerà di iPhone.

La mia non più troppo fiammante né mai troppo infiammata chiavetta Vodafone ha ormai quattro mesi di vita, di travagliata vita. Ormai è stata provata in lungo ed in largo per tutta la penisola, a nord di Roma diciamo, e le prime cattive impressioni di cui sopra sono tutte quante ampiamente confermate: raramente un collegamento dura più di due ora e spesso dura meno di 40 minuti, tutti spontaneamente s’intende. Vi mostro un estratto della distinta di traffico di agosto, per dare un’idea, l’andamento è sempre più o meno così:

Che uno potrebbe dire: “non male no?” ed invece, media di 39 minuti, uno non lo dice.
L’unico miglioramento lato Vodafone è il passaggio dei pacchetti di tempo da mezz’ora ad un quarto d’ora, che è sempre oltraggioso ma un po’ meno. Per contro per quasi un mese non si è potuta attivare l’offerta “100 ore a 30 euri” via web, un dramma.

Insomma, se volete fare qualcosa, se siete persone che hanno bisogno della rete, la Vodafone internet key non va bene, è di gran lunga troppo poco affidabile sia come oggetto sia come fornitore di servizi.

Di Tim non posso parlare, non ne ho avuta esperienza diretta. Ho cercato di chiedere ad un amico notizie sul suo funzionamento ma non è stato in grado di parlare, appena si entrava in argomento gli andava il sangue alla testa e sveniva.

L’unica esperienza positiva, e molto positiva, che ho avuto è con Tre. Ho usato la “vecchia” Momodesign MD-@ che ha retto senza problemi l’upload di due streaming audio-video di più di un’ora ciascuno senza battere ciglio. Inoltre usando questa chiavetta si ha sempre la sgradevole necessità di scollegarsi, non cadendo mai la connessione.

Non che quelli di Tre non siano un po’ dei farabutti, è noto infatti che il roaming su zone non coperte da Tre può portare in pochi secondi al fallimento di Google ed il decadimento della connessione da UMTS a GPRS potrebbe far chiudere Facebook in pochi attimi – consigliatissimi quindi i profili ricaricabili per non trovarsi orrende sorprese in bolletta (e succede, oh se succede anche se tutte queste cose si possono inibire via software). I contratti inoltre sono ancora demenziali, con vincoli di ricarica minima mensile che ricordano gli oboli papali del trecento. Per tutto il resto se dovete prendere una chiavetta oggi non c’è dubbio, prendetela Tre, prendetela ricaricabile e state molto attenti.

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