Quello che la Gelmini non dice

Pubblicato: 30 settembre 2008 in Bella Italia, Business di sicuro successo, Non parcheggiare nei luoghi comuni, Quattro salti nel sociale
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Sto leggendo lo Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e siccome dice cose davvero agghiaccianti pensavo di rasserenare la vostra vita condividendone alcuni pezzi con voi:

[…] Si rende perciò necessario un profondo e sereno ripensamento dell’impianto complessivo del nostro sistema scolastico, e l’avvio e la gestione di una fase di revisione, riordino ed “essenzializzazione” dell’intero quadro normativo, ordinamentale, organizzativo e operativo. Non tanto si tratta di aggiungere a quelle esistenti altre soluzioni innovative, ma di razionalizzare e semplificare l’esistente e rendere pienamente efficienti i servizi scolastici al fine di raggiungere risultati qualitativi migliori e di più alto profilo.

L’equazione sarebbe quindi aumentare la qualità = rendere i servizi più essenziali.

Nella scuola dell’infanzia l’orario obbligatorio delle attività educative, nell’ottica di una progressiva generalizzazione e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio. (grassetto mio)

Oplà, scuola per l’infanzia solo al mattino.

Nella scuola primaria va privilegiata ai sensi del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, l’attivazioni (sic.) di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali.

24 ore settimanali e docente unico. Ma perché questa insensatezza?

Tale modello didattico e organizzativo, infatti, appare più funzionale “all’innalzamento” degli obiettivi di apprendimento, con particolare riguardo all’acquisizione dei saperi di base, favorisce l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione fra scuola e famiglia.

Oggi di insegnanti ce ne sono due o tre, nel caso di presenza di sostegno, per classe. Questo documento sostiene che per innalzare gli obiettivi scolastici è meglio passare ad un solo docente, che le classi iniziali hanno bisogno di “unitarietà di insegnamento”. Ma la madre di tutte le vaccate deve anocora arrivare:

Nell’arco di vita intercorrente dai sei ai dieci anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento con cui l’alunno possa avere un rapporto continuo e diretto. (grassetto mio)

Questo criterio, che va contro ogni teoria pedagogica degli ultimi duemila anni, invita al suicidio di massa. Uno dei genitori è evidentemente superfluo.

L’insegnamento della lingua inglese è affidato ad un insegnante di classe opportunamente specializzato. Si dovrà prevedere, pertanto, un piano di formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore attraverso l’utilizzo, come formatori, di docenti specializzati e di docenti di lingua della scuola secondaria di I grado. I docenti in tal modo formati, saranno preferibilmente impiegati, già dall’anno scolastico 2009/2010, nelle prime due classi della scuola primaria e saranno assistiti da interventi periodici di formazione.

Siccome a scuola oggi ci sono alcuni insegnanti specializzati, ad esempio per la lingua inglese, il documento rende obbligatoria la formazione e l’utilizzo degli “interni”, così per peggiorare ulteriormente la già bassissima qualità. Ora non ricordo più il significato delle tre “i”.

Come riportato nella scheda allegata, il rapporto alunni-classe si eleverà di uno 0,20 con riferimento all’a.s. 2009/2010 e di uno 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi.

Per arrivare a classi di 30 alunni.

riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre di scuola di I e II grado

Non mi si venga a dire che stanno investendo nella scuola. Non mi si venga a dire che le motivazioni sono pedagogiche.

Totale generale 87.400

Riduzione del personale nei prossimi 4 anni.

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