Perdere lettori

Pubblicato: 23 novembre 2008 in Digital Unite, Internet, Non si fa così, Sano localismo, Vaccate ipertecnologiche
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Le sorti di questo blog, che vive soprattutto dei suoi lettori abbonati al feed RSS, sono state di recente segnate dalla sparizione dalle prime pagine (anche dalle seconde) (anche dalle terze) (ecc) pagine delle ricerche di Google.
Il caso vuole che questo sia successo due volte proprio in concomitanza con l’uscita degli articoli sul decreto Gelmini (in particolare, il primo sull’intero impianto legislativo – 1 nell’immagine, il secondo di commento ed il terzo sull’università – 2 nell’immagine).


Accessi provenienti da Google

Il caso, che per un complottista incallito come me semplicemente non esiste, mi ha così permesso di riflettere su alcune conseguenze di questa sparizione.
Primo, Google ha un’enorme responsabilità politica. Sarà anche sempre stato ovvio, ma non me ne ero mai reso conto con questa chiarezza. Notevole, pensavo, il contributo di Google alla pluralità delle voci sulla rete. Notevole la responsabilità di tenere vive e visibili anche realtà piccole, non soltanto la mia, non soltanto dalla mia parte. Il mio articolo è restato in prima pagina nelle ricerche su Google per circa due settimane generando un traffico inusuale per Mezzomondo. Poi l’onda si è allargata ed il traffico si è normalizzato. Si è talmente normalizzata che da Google sono finiti del tutto i contributi di traffico, anche verso le pagine tecniche che il loro bacino di utenti lo hanno sempre avuto. Dal momento in cui il primo articolo è uscito dalla prima pagina Mezzomondo ha ricominciato a comparire nelle SERP e tutto sembrava tornato come prima. Lo stesso pattern si è ripetuto con gli altri due articoli.
In questo istante, cercando “decreto Gelmini”, si trova questa pagina:

Tutti link a grandi realtà tranne (1) “Il Blog di Roberta Lerici da Rignano Flaminio” che è una roba disgustosa infarcita di “al lupo al lupo, pedofili tutti!” (Rignano Flaminio? cosa mi ricorda?), (2) “Frammenti di mondo”, altrettanto disgustoso per diversi motivi, un blog di copia-incolla da articoli, che se io fossi Google quelli che ripubblicano paro paro dovrebbero sparire dalla faccia della terra e (3) “Universinet” un’accozzaglia di luoghi comuni tipici della destra di oggi (“donne nude per la Gelmini”, “Il cavaliere ha detto”, “il cavaliere ha fatto”, e così via).
Io non so perché la situazione oggi è così, so che non è “giusto”, e che ancora una volta la responsabilità politica che Google possiede con la sua mera presenza sulla rete merita osservazioni e discussioni più approfondite, la solita scusa “è così e noi non ci possiamo fare niente” non basta più.
Anche perché, ho scoperto con stupore, si vive benissimo anche senza Google. Mezzomondo oscilla tra i cento ed i duecento lettori abbonati al feed RSS, ho scoperto di poter fare benissimo a meno dei visitatori che arrivano qui cercando “scoreggia vaginale” oppure “come combattere la noia”. Sono al contrario molto felice di vedere che chi arriva oggi su Mezzomondo contribuisce con valore a quanto viene proposto e discusso, serio o faceto che sia.
Insomma duole dirlo (non molto a dire il vero), l’assenza di Goolgle ha provocato un’impennata di qualità dei visitatori. Grazie a tutti.

commenti
  1. Miki,
    questa tua riflessione su google filtro politico è interessante, ne terrò conto.
    Grazie.
    Salvatore D’Agostino

  2. Miki,
    questa tua riflessione su google filtro politico è interessante, ne terrò conto.
    Grazie.
    Salvatore D’Agostino

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