Una forma di protesta eclatante

Pubblicato: 7 ottobre 2009 in Scuola

Non è per le trenta euro. Sarà che sono da sempre incline alla rivoluzione.

Cari genitori,
Con delibera n. 3 del 15 settembre 2009 il Consiglio di Circolo, facendosi carico della sofferenza delle scuole già comunicata alle famiglie, ha deciso all’unanimità di richiedere un contributo volontario annuale di € 30,00 da destinare al funzionamento didattico della scuola, comprensivo di € 6,70 destinati all’assicurazione integrativa degli alunni. (grassetto mio)

Sarà che io dalla scuola pubblica dell’obbligo mi aspettavo di più, ad esempio mi aspettavo che l’offerta formativa dipendesse solamente dalla capacità della scuola di erogare il servizio. Invece sembra che l’offerta formativa dipenda in modo fondamentale dalle mie tasche.

Le scuole dallo scorso anno non hanno infatti ricevuto dal Ministero né il finanziamento per il funzionamento didattico né quello per il funzionamento amministrativo, con il rischio di non poter garantire la stessa qualità dell’offerta formativa e dei servizi agli alunni ed alle famiglie.

Sarà che la scuola pubblica io me la immaginavo pubblica, sarà che sento incombere un futuro oscuro. Se avessi voluto iscrivere mia figlia ad una scuola privata, senza negare il privilegio che questo comporta, l’avrei semplicemente fatto. Non è per le trenta euro.
E’ che la stessa qualità non la potete garantire, ve lo ripeto perché sembrate ignorare questa semplice realtà:

LA STESSA QUALITA’ NON LA POTETE GARANTIRE

E sapete perché sono arrabbiato? l’uso della parola “garantire”, la mia è una rivolta grammaticale. Se mi chiedete i soldi mi state TOGLIENDO la garanzia più importante, che peraltro godrei di diritto, la garanzia all’istruzione senza se e senza “mah”.

Il contributo ha natura volontaria, autodeterminata dal Consiglio di Circolo che lo ha ritenuto compatibile con le condizioni socio-economiche dell’utenza e non comporterà alcuna discriminazione nel trattamento degli alunni, che avranno tutti accesso alle attività didattiche finanziate anche attraverso il contributo volontario. (grassetto mio, escusatio non petita loro)

Io invece propongo di discriminare gli alunni. Il figlio di chi non paga non entra. Perché sono sicuro che ci sono moltissime persone che, per un motivo o per l’altro, non pagano.
Sto parlando delle tasse, naturalmente.
E siccome io miei soldi alla scuola li ho dati già attraverso le tasse mia figlia entra e fatemi il piacere di andare a piangere miseria da un’altra parte.

Il quadro che si compone è comunque esilarante.
Come se sull’autobus dopo un paio di fermate il conducente si girasse e facesse una colletta per la benzina, come se in ospedale mi chiedessero di fare cinque minuti di respirazione bocca a bocca al mio vicino di letto in fin di vita che non hanno i soldi per comprare l’ossigeno.

Io mi vergogno, e mi vergogno per voi. Sarà che sono da sempre incline alla rivoluzione. La scuola non ha soldi? la scuola chiude e tutti a casa.

Questo è perfettamente compatibile con le condizioni socio-economiche dell’utenza e non comporta alcuna discriminazione nel trattamento degli alunni, risparmia al Consiglio di Circolo il farsi carico della sofferenza e risparmia a noi le sue autodeterminazioni.

Non ne avete il coraggio, lo so. Lasciate che il marcio entri dalle vostre porte e poi pian piano dentro di voi, non un gesto che si possa definire politico se non nella direzione opposta e contraria, immemori di come eravate un tempo, dei vostri sogni, delle vostre lotte.

Ecco come fa Berlusconi a vincere sempre, vince su quelli come voi.

commenti
  1. Simo scrive:

    Non ho nulla da dire sulla scuola, non avendone frequentazioni attuali.
    Però spero di averle, in un futuro, e mi trovo clamorosamente d’accordo con quello che scrivi.

    Sarà che mi trovo spesso incline ad ammirare chi è incline alla rivoluzione…

  2. Fedfeder scrive:

    Io questo uomo lo adoro e anche le cose che dice!!

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