Doppio

Pubblicato: 28 gennaio 2010 in Sano localismo

Sono molto preoccupato per i personaggi del libro che sto leggendo (se si può chiamare libro un ammasso di bytes dentro ad un telefono, ma questo è un altro discorso). Sono preoccupato perché ho lasciato alcuni dei personaggi principali appollaiati su un tetto di una casa di quella che all’apparenza è una città fantasma e sono sicuro che gli succederà qualcosa di brutto. Li ho lasciati lì due giorni, poveracci, sono tutti forti, sani ed addestrati ma due giorni su un tetto deve essere stata dura. E purtroppo nemmeno adesso posso ricominciare a leggere, dovranno star lì ancora un po’ e spero proprio che ce la facciano.
Di solito quando leggo un libro sto bene attento a non far succedere questo tipo di cose, è una responsabilità troppo grande, ad esempio una volta stavo leggendo di una ragazzina caduta in acqua, si chiamava Ofelia non me lo posso dimenticare più, e accidenti a me è una colpa che solo oggi ho il coraggio di confessare, mi sono addormentato per qualche minuto. Qualche minuto in un ruscello freddo, con tutte le vesti addosso è stato più che sufficiente per farla annegare. Una tristezza che mi porterò dentro per sempre.
Se devo smettere di leggere devo aspettare momenti adatti, quando ad esempio i personaggi stanno dormendo o viaggiando su qualche mezzo comodo o al limite mentre fanno all’amore. Anche se una volta ho interrotto la lettura proprio mentre i personaggi principali erano coinvolti in una specie di orgia e siccome ho potuto riprendere in mano il libro (quello sì di carta) solo il giorno dopo erano tutti stanchi morti e da lì in poi la storia non è più decollata, ho provato anche a fermare la lettura mentre tutti dormivano per farli riposare un po’ di più ma niente.
Ho sbirciato adesso adesso mezza pagina del libro che sto leggendo ed ho già visto che uno dei personaggi non ce l’ha fatta, dopo due giorni sul tetto si è addormentato ed è volato giù accidentalmente.
Sono molto preoccupato.

commenti
  1. Simo scrive:

    A me è successa la stessa cosa leggendo “Quell’ultimo ponte”. Ho lasciato gli inglesi troppo tempo ad Arnhem, e i tedeschi hanno fatto in tempo a riorganizzarsi.
    Il resto, è storia.

    Non me lo perdonerò mai.

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