Non potho reposare

Pubblicato: 31 maggio 2010 in Sano localismo

L’alchimia deve essere la collisione di due avvenimenti di per sé assolutamente innocui.

Primo avvenimento.

Esco a fare le fotocopie di una partitura di “Non potho reposare” e sorvolo sul fatto che questo fatto dipenda dalla vicenda di una donna con la passione per il canto che fin da piccola ha cantato sempre in tutte le occasioni in cui poteva, poi ha studiato e poi le vicende della vita, insegnanti malevoli, incontri sbagliati, l’hanno allontanata dalla sua unica passione e solo da poco tempo come per caso ci si è riavvicinata e la passione si è riaccesa con tutte le cautele del caso, insomma tralascio.
Per la cronaca il testo lacrimuccievole è il seguente:

Non potho reposare amore ‘e coro,
pensende a tie so d’onzi momentu.
No istes in tristura prenda ‘e oro,
ne in dispiaghere o pensamentu.
T’assicuro che a tie solu bramo,
ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.
Si m’esser possibile d’anghelu
s’ispiritu invisibile piccabo.
T’assicuro che a tie solu bramo,
ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.
Sas formas
e furabo dae chelu su sole e sos isteddos
e formabo unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.
Unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.
Non potho reposare amore ‘e coro,
pensende a tie so d’onzi momentu.
T’assicuro che a tie solu bramo,
ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.
T’assicuro che a tie solu bramo,
ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo

Numero di volte negli ultimi vent’anni che vado a far fotocopie in negozio = numero di volte negli ultimi vent’anni che vado a far fotocopie di una partitura = numero degli anni che vado a fare venti = numero dei venti = uno.

Poi il secondo avvenimento, mi vado a comprare un cuscino. Quante volte siete andati a comprare un cuscino? io una. Oggi. Vado ed il posto che vende cuscini è una specie di camerata piena infarcita di letti di ogni dimensione con gente vestita che ci si sdraia e commenta “legno biologico”, “rete a doghe asincrone”, “materasso di lattice di schiuma di pongo” e cose così. Il commesso mi tira fuori circa trecento cuscini, di tutte le forme e altezze e di tutti i materiali conosciuti. Poi sceglie un letto e mi fa: ” E’ fortunato guardi, le faccio provare anche il materasso più costoso che abbiamo, ma ora coraggio, li provi tutti”.

Sette ore dopo esco e torno a casa con il mio bel cuscino di lattice biologico dell’albero della gomma della Mauritania.

Per fare un po’ di pubblicità al negozio penso bene di dimenticare le partiture raccolte in una cartellina trasparente in bella vista sul letto più costoso del mondo.

Non potho reposare.

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