Tirature

Pubblicato: 5 giugno 2010 in Giornalismi, Non si fa così

Ieri ero nella deserta sala d’aspetto di un famoso luogo di cura (una clinica e non un ospedale ma siccome l’idea di me, lì, nella sala d’aspetto di una clinica, non mi piaceva non volevo dire che era una clinica ma ecco, invece l’ho detto) della città e come non è difficile indovinare ero lì che aspettavo annoiandomi un po’. Mi sono annoiato finché non mi sono accorto che la sala era piena di quotidiani. Di preciso era pieno di copie dello stesso quotidiano, il Corriere della sera. C’erano ventidue seggiole vuote (io aspettavo in piedi) e trenta copie del quotidiano quasi tutte intonse di preciso solo tre copie erano state aperte. Ho provato a moltiplicare questa situazione per tutte le sale d’aspetto di tutti i luoghi di cura d’Italia e ho pensato a quanti soldi, i contributi per la carta, le tipografie, la distribuzione, lo smaltimento dei rifiuti, a quanti soldi quotidianamente vengono buttati letteralmente nella spazzatura pur di mantenere alta la tiratura. E’ stato un conto che non sono riuscito a fare ma mi ha messo addosso uno strano senso di tristezza (altrimenti immotivato, nella sala d’aspetto di una clinica, deserta, calda, con un puzzo tremendo di disinfettante e addosso quella tipica sensazione di attesa che ti prende quando aspetti qualcosa).

Per passare un po’ il tempo decido di leggere, come dicevo altrove non mi succede quasi mai di leggere i quotidiani, e così mi siedo e rendo tonsa una delle copie intonse.

Credo che la crisi dell’editoria si basi sul fatto che nei quotidiani si trova soltanto fuffa e credo che in questo internet non c’entri nulla. Ci sono articoli falsi, scorretti, senza capo né coda, che fanno l’occhiolino al potente di turno, sconclusionati, incoerenti, catastrofisti. Una volta che ti abitui a leggere testi di qualità scelti da fonti di qualità il confronto con i quotidiani è impossibile. Pubblicano roba terribile. Questo rivaluta il fatto che molte copie finiscano intonse direttamente nella spazzatura. Mi piace molto la parola “intonsa”.

Una volta finito, circa un’ora dopo, un’ora passata a riflettere sul fatto che magari la stampa non è tutta così e che però io conosco solo stampa così e che sarà sicuramente un’altro dei miei limiti, uscendo da una porta laterale c’erano ancora per terra i sacchi della spazzatura del giorno prima, era mattina presto ed evidentemente i camion della spazzatura non erano ancora passati. Siccome uno dei sacchi era particolarmente voluminoso e squadrato ho scostato con un piede la sua apertura per vedere cosa conteneva.

Centinaia di copie del corriere intonse.

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