Neutralizzare

Pubblicato: 9 giugno 2010 in Giornalismi, Python

La strategia di business dei grandi quotidiani sembra ormai decisa: mettere tutti i contenuti che si fruiscono da dispositivi mobili a pagamento. Pare che da qualche giorno anche Repubblica mobile sia diventata a pagamento se ci si collega attraverso H3g (per dare un’idea delle reazioni degli utenti se n’è parlato qui e qui su Friendfeed).

Premetto che porto un rispetto che non riesco nemmeno a raccontare per la professione del giornalista, non per tutti i giornalisti, in particolare non per quelli di provata malafede o incompetenza, però per la professione la mia stima è assoluta.
Verso i quotidiani ho invece sentimenti controversi. Adoro il loro potenziale, la loro presenza, il ruolo istituzionale importante che almeno in teoria dovrebbero avere. Detesto invece la loro resistenza verso l’innovazione, detesto i loro imperi finanziari arroccati ed involuti, detesto quando da importanti tramite degli accadimenti del mondo si trasformano in teatrini di piccole beghe, di dispetti e di difesa di piccoli poteri.

La sensazione che ho e che vorrei trasmettere in primis proprio a quelli di Repubblica che non è ma dovrebbe essere un quotidiano progressista e all’avanguardia su tutti i fronti è che questo modello di business non possa funzionare.

Non funziona perché viola in modo molto forte un principio che un quotidiano che non è ma dovrebbe essere progressista dovrebbe invece difendere a spada tratta, come difende a spada tratta la gestione pubblica dell’acqua, come difende senza indugi la scuola pubblica. Il principio della neutralità della rete.

Mettere i contenuti via mobile a pagamento offre la possibilità agli operatori di dire “non è colpa nostra, sono loro, che non sono ma dovrebbero essere progressisti, i cattivi,, ora paga e taci”. La neutralità della rete è un bene prezioso che tutti noi dobbiamo impegnarci a difendere.

Non è un buon modello di business perché sposta l’attenzione sul soldo, fa pensare ad un estremo tentativo di mantenere privilegi senza riuscire a pianificare un futuro, è un sistema orizzontale senza nessuna consapevolezza dell’oggetto, la notizia, che viene trattata come merce di infimo livello.

Lo è già o lo è sempre stata? non so.

Non è un buon modello perché le stesse informazioni arrivano lo stesso, una volta che le pubblichi sono libere e non c’è modo di imbrigliarle.

Infine non è un buon modello di business perché i sistemi per aggirare i loro controlli sono troppo semplici e troppo alla portata di tutti. Tutti ormai hanno un account Gmail e tutti quelli che hanno un account Gmail possono registrarsi per poter utilizzare l’infrastruttura di sviluppo web Google Appengine. Tutti quindi in circa un quarto d’ora possono mettere in piedi un proxy che permetta di fruire gratuitamente degli stessi contenuti che loro vorrebbero chiudere.

Quello che segue è il main.py di un’applicazione web su Appengine che neutralizza i sistemi a pagamento; è un proof of concept volutamente incompleto che ha portato via, appunto, un quarto d’ora del mio tempo. Potete provarlo per un po’ qui, se volete, prima che lo chiuda. O ve ne potete fare uno tutto vostro, prospettiva ben più spaventosa, con pochissime modifiche.

#!/usr/bin/env python
#
# La Ripubblica ripubblica La Repubblica
#
# main.py
#
from google.appengine.ext import webapp
from google.appengine.ext.webapp import util
from google.appengine.api import urlfetch
import logging

class MainHandler(webapp.RequestHandler):
    def get(self):
        baseurl = 'http://m.repubblica.it'
        basepath = '/mobile/r'
        realurl = self.request.url.replace('http://laripubblica.appspot.com', '')
        # immagini e roba cosi'
        if realurl.find('/s') == 0:
                realurl = baseurl+realurl
        else:
                realurl = baseurl+basepath+realurl
        if realurl.rindex('/') == len(realurl) - 1:
                realurl = realurl[:-1]
        logging.info("Richiedo %s" % (realurl,))
        headers = self.request.headers
        headers['User-Agent'] = 'Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 8.0; Windows NT 6.1)';
        try:
                result = urlfetch.fetch(url=realurl, headers=headers)
                if result.status_code == 200:
                        contenuto = result.content.replace(basepath, '')
                        contenuto = contenuto.replace('href="/', 'href="http://laripubblica.appspot.com/')
                        contenuto = contenuto.replace('src="/', 'src="http://laripubblica.appspot.com/')
                        self.response.out.write(contenuto)
                else:
                        logging.error('Status %d' % (result.status_code,))
                        self.response.out.write("Qualcosa di irrimediabile sta succedendo qui")
        except urlfetch.DownloadError:
                logging.error('DownloadError!!')
                self.response.out.write("Siamo spacciati")

def main():
    application = webapp.WSGIApplication([('/.*', MainHandler)],
                                         debug=True)
    util.run_wsgi_app(application)


if __name__ == '__main__':
    main()
commenti
  1. Vinz486 scrive:

    L’aspetto che mi preoccupa di più è che nessun gruppo editoriale si mette dalla parte dell’utente.

    Danno ancora per scontato che l’informazione parte da loro, e se la vuoi, paghi.

    Internet è sì fonte inesauribile di informazioni, ma è anche vero che la superficialità e il pressapochismo sono diffusissimi.

    Ora, i gruppi editoriali, invece di “distinguersi” con approfondimenti *originali*, dossier, ricerca e verifica delle fonti e tutte quelle attività che *dovrebbero* essere alla base della professione del giornalista… non fanno altro che scopiazzare a man bassa il peggio del peggio del web, perchè la logica è quella delle PAGEVIEW (quanti siti hanno il refresh automatico?).

    E noi utenti dovremmo pagare per questo? Complimenti per il “proof of concept” a cui aggiungo una considerazione: le lobby di Hollywood non sono riuscite a lucchettare media audiovisivi. Come pensano loro di bloccare lo scambio di… parole? E’ mentalità, rapportata ai tempi della rete, parecchio medioevale.

  2. […] In più, alcune testate italiane hanno già cominciato a sperimentare barriere pecuniarie che, tecnicamente, sono al limite del ridicolo. […]

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