Cambiare vita

Pubblicato: 11 ottobre 2010 in Architettura, Sano localismo

L’esperienza che ho vissuto due settimane fa, che è in effetti la somma di due esperienze una molto positiva ed una tragica, ha cambiato la mia vita. Sabato scorso ho iniziato una cosa la cui portata futura è fuori fuoco ma che già oggi ha cambiato la mia vita (ancora!).
Io sono un esperto nel cambiare vita, la mia biografia, quella in continuo aggiornamento, oggi recita:

Negli anni seguenti inaugura un ingegnoso sistema di depistaggio continuando a spostarsi tra Genova e Roma con una frequenza tale da ricadere perfettamente nel principio di indeterminazione di Heisenberg: si sa dov’è, ma non quando.

e anche:

All’età di 42 anni si trasferisce a Brescia spinto dal suo insensato amore per la besciamella, dove si rende conto che Attivissimo è un soprannome e non un cognome (in realtà si tratta di un sopraggnome). Decide quindi di trasferirsi negli Stati Uniti per riformare le regole del baseball, imponendo un limite di 5 set, con l’ultimo al tie-break. Il presidente dei New York Yankees, George Steinbrenner, lo etichetta come il più grande fallimento dopo il black tuesday. Bob Ctvrtlik, il suo unico sostenitore in questo tentativo di riforma, definisce Miki “il più grande visionario di tutti i tempi”.

(per dire). Eppure mi rendo conto che cambiare vita troppo di frequente può diventare uno stress, anzi è insito nel concetto stesso di cambiare vita il fatto che questo non possa accadere troppo di frequente, se no poi la vita diventa il cambiare vita e per cambiare il cambiare vita uno dovrebbe smettere di cambiare che a ben pensarci è paradossale: smettere di cambiare per cambiare. C’è inoltre una importante differenza tra il cambiare vita ed il percepire di cambiare vita, un po’ come quella cosa della temperatura percepita che se c’è vento è più bassa di quella che segnano i termometri, cosa che significa solamente che i termometri non sono gli strumenti adatti a misurare la temperatura, o meglio che la temperatura non è l’indice corretto per valutare il benessere, cioè quello che misurano i termometri a noi ci fa una sega; c’è differenza dicevo tra cambiare vita e percepire di aver cambiato vita. Perché la sensazione di aver cambiato vita secondo me è la sensazione più bella del mondo e ci sono giorni in cui io cammino per la strada evitando la merda dei cani come al solito sparsa dappertutto, con i soliti motorini che sfrecciano sui marciapiedi davanti alla scuola e con gli automobilisti che come sempre appena vedono le strisce pedonali urlano “UN POSTO LIBERO!” e si fiondano a parcheggiarci in due anche in tre possibilmente urtando qualche passeggino che era riuscito abilmente ad evitare merda e motorini; ci sono giorni in cui succede tutto questo ma ad ogni passo mi sembra di cambiare vita, ad ogni passo mi sembra che il futuro possa essere diverso ed in genere migliore.
Che incubo sarebbe se dovessi veramente cambiare vita ad ogni passo, subirei una pressione insopportabile, vivrei in una ininterrotta imponderabile incertezza.
Insomma spero di non dover più cambiare vita almeno per un po’, cioè per almeno ancora una settimana o due.
Facciamo una, và.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...