Una radio vicina ai cittadini

Pubblicato: 23 gennaio 2011 in Senza Categoria

Non l’ho mai confessato a nessuno ma il mio vero sogno nel cassetto è sempre stato quello di avere un programma radiofonico. In effetti il sogno è sempre stato quello di avere una vera e propria radio però, diciamo così, la parte di me che si accontenta si accontenterebbe anche di un programma radiofonico. Che avere un’intera radio mi farebbe sembrare una specie di Claudio Cecchetto, oh con tutto il rispetto, ma insomma a volte è meglio accontentarsi.
In gioventù ho anche fatto qualche esperienza in minuscole (sub-condominiali credo) radio locali della zona di Milano, fallite per motivi che agli occhi degli ascoltatori saranno parsi anche ovvi (“finalmente!” avranno sospirato) ma che a me restano a distanza di quasi trent’anni assolutamente incomprensibili.
Poi è arrivato l’Internet e la possibilità di mandare in streaming quel che si vuole. Chi mi ha seguito in questi anni avrà notato che ogni tanto ho cercato di inserire in MezzoMondo qualche affarino attraverso cui ascoltare musica. Ma la musica, la musica non è mai stata da sola al centro della radio dei miei sogni, sono sempre state importanti le parole, sono sempre state importanti le voci e naturalmente le mie passioni. E poi diciamocelo, è bello sì ascoltare la radio a casa, è anche bello ascoltare la radio al lavoro ma in macchina, ma quant’è bello ascoltare la radio in macchina? Trasmettere via internet significherebbe accontentarsi, significherebbe chiedere:
– “Hei parte di me che si accontenta ce la puoi fare a rinunciare alla cosa più bella? ce la fai a non farti ascoltare dalla macchina?”
– “Sì certo”
– “Ah”.
Però la sociopatia e soprattutto lo spauracchio della SIAE che si concretizza nel rifiuto per principio di dare dei soldi a quella manica di farabutti a quella onoratissima società che fa della tutela degli artisti, soprattutto giovani ed emergenti, il suo valore fondante contro la dilagante pirateria che azzera i fatturati delle case discografiche che anche se sono gigantesche multinazionali è tutta la mia non più giovane vita che li sento piangere manco avessero le pezze al culo, ecco questi due motivi mi hanno sempre tenuto ben discosto dall’aprire una vera radio online (e non la mancanza di tempo come vi ho fatto credere fino ad oggi).
(Qui c’era un intermezzo nel quale avrei articolato meglio le critiche alla SIAE con nomi, date, riferimenti, insomma un vero lavoro da cronista ma poi ho scoperto che la tipa di cui sono perdutamente innamorato che ha qui sottocasa un negozio è molto legata, molto molto legata, ad uno che bazzica quell’ambiente di merda quella splendida società, non me lo spiego lei è così fantastica e lui è un completo coglione e anche lui e allora niente, questo pezzo direi che lo tolgo).
Ma si diventa vecchi, il tempo passa ed in fondo cosa ci resta se non i nostri sogni? e allora ho deciso finalmente di aprire una radio, fregandomene della SIAE, anzi con il gusto di infrangere una legge che considero ingiusta.
L’investimento iniziale è quello che è, ho le pezze al culo un po’ come le multinazionali della musica, e allora per adesso lo studio è composto solo da una sedia, dal netbook e dallo strumento di diffusione cioè dal citofono. Mi metto lì seduto vicino alla mia porta d’ingresso con la cornetta in mano e parlo, metto la musica, insomma faccio una radio come si deve.
Il vantaggio del citofono è che arriva più vicino alla gente, sotto al mio palazzo ci sono un po’ di studi medici e spesso si radunano capannelli di persone in attesa, me li immagino deliziati dal sentire la bellissima musica che passo e rapiti dagli argomenti di cui tratto.
Una radio via citofono ha poi il vantaggio di avere un sistema di feedback immediato, l’ascoltatore può interagire con te direttamente, può commentare, fare richieste. Insomma con questa cosa del citofono ho svoltato.
Poi non è mica facile fare una radio via citofono, ci sono problemi tecnici che uno non all’inizio non s’immaginerebbe ed invece non sono mica facili da superare. Metti che uno arriva e citofona, che cosa bisogna fare? io interrompo le trasmissioni e sto lì e aspetto mentre mi usurpano l’etere (per modo di dire). I peggiori sono quelli del quinto piano che litigano sempre e magari stanno lì le mezz’ore ad insultarsi ed io lì come uno scemo ad aspettare che finiscano. Me li immagino i miei ascoltatori di sotto che fremono per farli smettere, che non vedono l’ora che ricomincino le trasmissioni.
Però insomma le soddisfazioni che mi dà questa cosa superano qualunque difficoltà.
Ieri pomeriggio ero nel bel mezzo del mio programma del sabato, come si può immaginare nel week end la radio dà il meglio di sé, ho più tempo libero e posso offrire il massimo della qualità, il programma si intitola “Cittadini!” e funziona così: inizio ogni frase con la parola “Cittadini!”, mi rivolgo direttamente a loro, ai cittadini, standogli vicino per quanto possibile; quando ecco che arrivano i genitori di un amico della Signorina A. che venivano a prendersela per portarla ad una festa.
E insomma quando chi citofona citofona proprio a me la situazione diventa ancora più complicata da gestire perché per un momento non so bene se uscire dal ruolo che mi impone la radio facendo però torto ai miei ascoltatori oppure fare come finta di niente. E così ieri ho risposto:
– “Cittadini! chi siete e cosa desiderate?”
– “Miki sei tu ma sei impazzito? mandaci giù tua figlia che siamo in ritardo”
– “Cittadini! la donzella sta arrivando!” e poi sussurrando “(Amici! mi avete riconosciuto! ma come avete fatto? sentite amici, come sta andando?”

– “(Amici!)”

– “Amici?”

– “AAAAMIIIICIIIIIIIII”

(No, davvero. Non finiva mica così, ho manipolato la realtà. In verità gli amici non se ne vanno e rispondono alla domanda ma la risposta mi è sembrata così strana, a dire la verità non sono più miei amici quei due, e comunque così la fine della storia mi sembrava meglio perché in realtà loro hanno risposto ed hanno detto una cosa che è impossibile che sia vera e comunque non li voglio più né vedere né sentire, hanno detto “Hai fatto scappare pure i gatti”).

commenti
  1. Claudio Cicali scrive:

    bellissimo…🙂 (ma Spreaker.com lo conosci? Roba italiana pure, mi pare) Anche io ci penso spesso

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...