Nel sangue

Pubblicato: 18 febbraio 2011 in Senza Categoria

Mio nonno la sera usciva a portare il cane. Una sera lo avvicinarono i fascisti, ‘tilio, gli dissero, da domani c’è coprifuoco e il tuo cane lo fai cagare in casa. Per uno strano caso uno dei miei secondi nomi è uguale al suo, non me lo sono mai spiegato.
La sera dopo mio nonno uscì a portare il cane, non voleva farlo cagare in casa. Lo avvicinarono i comunisti e gli dissero ‘tilio, lì nel paese lo chiamavano tutti così, vieni alla riunione ‘tilio che ci organizziamo che ci confrontiamo ‘tilio che prepariamo una strategia però non portare quel sacco di pulci ‘tilio.
E così la sera dopo mio nonno portò a spasso il cane che non era un sacco di pulci ma il suo cane. Lo avvicinarono gli anarchici e gli dissero vieni con noi ‘tilio, noi rappresentiamo la libertà ‘tilio, ci aspettano tempi duri e solo noi rappresentiamo una speranza per il paese. Vieni domani sera ‘tilio.
Ma la sera dopo ‘tilio doveva portar fuori il cane. I fascisti tornarono, lo presero sulla porta, lo menarono a sangue e lo lasciarono lì.

Queste cose me le raccontò lui una sera in ospedale con un filo di voce circa quarant’anni dopo. Io ero piccolo, sarebbe morto qualche giorno dopo, gli chiesi ma perché non ti sei mai messo con nessuno nonno?

Perché sono cattivo, mi disse, con un fucile in braccio avrei potuto fare del male a qualcuno.

commenti
  1. lacrimilda scrive:

    La consapevolezza della cattiveria, non so. Credo che se ne sei consapevole forse non spari

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