La cosa più idiota che mi sia mai stata detta

Pubblicato: 5 dicembre 2011 in Sano localismo

Volevo iniziare bene l’anno (???) stilando una classifica delle cose più idiote che mi siano mai state dette, classifica della quale spero di non essere protagonista per nessuno, speranza inficiata da questa stessa frase, mi sa. Comunque sia non è un lavoro facile, di idiozie se ne sentono veramente tantissime, e poi bisognerebbe fare un lavoro di scrematura tra le cose che vengono dette precisamente a me e quelle che vengono dette a me come appartenente a un gruppo (“Un milione di posti di lavoro”, ad esempio, è di un’idiozia difficilmente superabile).
Per cui volevo riferirmi soltanto alle cose che mi sono state dette di persona, guardandomi negli occhi, rivolgendosi a me senza ambiguità.
Non c’è nessuna possibilità di classifica perché una cosa, una sola cosa che mi è stata detta è talmente idiota che non ha concorrenti, o per lo meno non ne ha nella mia memoria. È così idiota che forse andrebbe messa nel curriculum, perché chi ha a che fare con me deve sapere che sono stato il referente di una cosa così definitivamente e clamorosamente idiota.
Quando abitavo a Genova per un certo periodo vivevo letteralmente su una scogliera a strapiombo sul mare (e tutti a pensare “belloh!”, “figatah!”), abbastanza in alto da essere al riparo anche dalle mareggiate più violente, abbastanza vicino da potermi svegliare la mattina, fare una ventina di scalini e tuffarmi in mare (al posto della doccia, non era male).
Un giorno il parente (cognato? nipote? non avendo mai avuto parenti non sono molto ferrato in queste definizioni) di un conoscente, non di un amico, solo di uno che vagamente frequentava gli stessi posti che frequentavo io, con il quale avevo un rapporto civile e cordiale ma niente più, venne a casa per fare un lavoro di muratura che non ricordo, forse semplicemente imbiancare ma l’ho scordato.
Venne un giorno di mare grosso e quando il mare è grosso e tu hai il letto a una decina di metri dalle creste delle onde più alte che con tutta la loro energia stanno per frangersi contro il costone di roccia la notte può facilmente passare in bianco. Piacerebbe pensare che uno venga cullato dal rumore delle onde, ma non è sempre così. Piace invece pensare a mo’ di scusa che avevo la bambina molto piccola e non dormivo per colpa sua, ma non fu sempre così.
Quel giorno il parente venne, il rumore del mare era molto forte e disse quasi urlando (anche se non ce n’era bisogno): «Si sente il mare!» (e fin qui).
Poi ci pensò, comparve la clessidra di fronte ai suoi occhi spenti e quando dopo qualche secondo si riprese aggiunse la cosa più idiota che mi sia mai stata detta:
«Sembra di vivere di fianco all’autostrada.»
Non so voi, quando mi dicono una cosa molta idiota mi si spegne il cervello, viene meno ogni mia capacità di reazione, penso solo “e come si risponde a una cosa così idiota?” e questa domanda resta spesso senza risposta. Riuscii soltanto a mormorare «Ci sono solo un po’ meno camion…»

commenti
  1. Lorenzo scrive:

    Io credo invece che sia puro genio denso di una certa ironia. Io vivo vicino alla tangenziale e, quando i camion non suonano il clacson, sembra di vivere vicino ad una cascata. E ti arrivano pure in casa piccole goccioline di dimensioni infinitesimali, PM10 quasi,

    • Miki scrive:

      Sì, l’ho pensato anch’io fino a ieri poi invece ho capito. Le goccioline. Non sono le stesse. Sono diverse, le goccioline.

  2. […] con i piedi che ballonzolano nel vuoto dal cavalcavia. Sotto di noi le auto sembrano velocissime e in effetti il rumore che fanno ricorda un mare in tempesta, anche il rumore che sta facendo il mio cuore […]

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