Un cuore di pietra sul fondo del mare

Pubblicato: 10 luglio 2013 in Senza Categoria

Il mio concetto di nuotare è circa questo: scelgo due gavitelli tra i quali fare la spola, entro in acqua e poi comincio ad andare avanti e indietro fino a che non sono sfiancato e non ce la faccio più, fino a quando il mio cervello smette di lanciare segnali d’allarme e passa direttamente alle visioni.

Cioè per circa un minuto e mezzo, contando anche l’andata.

E proprio in quel momento l’altro giorno guardando giù, grazie al fatto che l’acqua era cristallina, la mia vita si è trasformata in una scoreggia di Fabio Concato.

Qualcuno si è preso la briga di disegnare con pietre delle dimensioni di un melone un cuore del diametro di circa un paio di metri sul fondo del mare (circa tre metri), in un posto dove nessuno con un po’ di sale in zucca lo vedrà mai. Lo sforzo deve essere stato immane, perché nel posto in cui mi trovo e che non rivelerò per motivi di sicurezza (uno dei tanti porti da cui partono i traghetti per l’isola de La Maddalena) nessuno è capace di nuotare (per questo vengo qui). Per creare quel cuore inutile e invisibile qualcuno deve aver rischiato la pelle.

All’inizio mi è sembrato un gesto commovente e romantico, tipico di una gioventù idealista alla quale forse appartenevo anch’io un tempo. Poi tre parole mi hanno fatto capire:

Scoreggia.
Fabio.
Concato.

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