Archivio per la categoria ‘Amici amici amici un cazzo’

Spezzare

Pubblicato: 10 novembre 2017 in Amici amici amici un cazzo

Abbiamo spezzato il pane, all’inizio di questo giorno, senza fiatare.
Una tavoletta di cioccolato, una stecca di torrone.
Abbiamo spezzato in due un bastone.
In un silenzio fatto di rumori
a mezzogiorno un’unghia s’è spezzata, poca cosa, e un righello.
Pensavamo di spezzar gli ormeggi, le catene, i ceppi.
Ma c’era un’altra cosa da spezzare prima di sera.
Il mio cuore.

Annunci

Micaela

Pubblicato: 29 aprile 2011 in Amici amici amici un cazzo

Ho rivisto Micaela.
Venticinque anni fa Micaela è stata un breve amore giovanile, brevissimo, una sera, sfiorarsi, giocare a nascondino.
Letteralmente. La ricordo dire no no a nascondino no che non sono capace, ricordo gli incitamenti degli altri dai impègnati e ricordo il suo ok mi impegno.
Micaela si impegnò sul serio, quella sera di venticinque anni fa, dopo qualche fugace sfioramento nascosti assieme sotto alle ruote di una roulotte, dopo qualche corsa per cercare di liberarsi, non era molto veloce Micaela.
Si impegnò così tanto che ad un certo punto non la trovammo più. La cercammo per dieci minuti, per mezz’ora, per un’ora. Ma Micaela non saltò fuori. Se ne sarà andata senza dirci nulla, pensammo tutti, che tipa strana.
Stamattina l’ho rivista ma non l’ho riconosciuta subito. Lei mi ha guardato ed ha aggrottato un po’ la fronte. Io ho pensato di averla già vista ma non mi è venuto in mente il suo nome. Lei ha cominciato a correre molto più agile di come la ricordassi. Micaela! ho realizzato, quella lì è Micaela! Lei sempre correndo si è diretta verso l’angolo del palazzo. Era una ragazzina, ora è una donna, ma è uguale. Si è diretta verso l’angolo del palazzo e con un enorme sorriso lo ha toccato gridando:

LIBERI TUTTI!

scusate ho la mania delle lettere collettive, che sono per me dichiarazioni d’amore a chi so mi vuole bene. Volevo dirvi che il mio libro tra poco sarà in libreria[…]
Vi scrivo per dirvi che cosa significa per me questo libro: è come vedere finalmente realizzata una necessità. La necessità di condividere una solitudine con gli altri. Perché la poesia si compone in solitudine violenta con dentro l’umanità degli altri. Come una volta mi aveva detto al telefono con la sua voce da streghetta buona Maria Lai. Mi aveva detto che non dovevo avere paura perchè i poeti si portano dentro l’umanità di tutti, e sono gli altri ad avere bisogno di loro e non viceversa. Dunque abbiate bisogno di me, prendetemi, prendete il mio libro, leggetelo. C’è dentro anche un po’ di voi.


Dunque ho un’amica che scrive un libro di poesie e me lo dice così ciao ti amo ho scritto un libro di poesie. Che la volta prima invece era un ciao ti amo e ho fatto un film e quella ancora prima era ciao ti amo metto in scena una cosa vieni a vedermi.

Non è facile avere un’amica che scrive un libro di poesie.

Con il cinema ed il teatro ancora ancora, vado, la vedo lì, vedo il suo corpo, sento la sua voce e me ne innamoro. Ci vado in giro, ci chiacchiero e passo tutto il tempo a fingere che no, non mi sono innamorato anzi lo sguardo trasognato non lo faccio mica a te perché sei te è che mi viene così di natura, è il mio sguardo trasognato spontaneo marchio registrato. Che tu hai già negli occhi il prossimo progetto, le prossime parole ed io sono lì assieme a te ma vedo solo l’orizzonte non riesco a guardare vicino e l’orizzonte sono due nastri d’asfalto che si separano inesorabilmente uno percorso da carri bestiame e bifolchi puzzolenti e l’altro da bellissime persone che danzano e cantano. E scrivono libri di poesie. Che schifo di metafora.

Con la poesia è molto difficile. Ora sono qui, con il libro davanti, “Mai più la parola cielo” e sono qui da circa dieci ore, guardo la copertina, è un libricino piccolo piccolo, 58 pagine, lo prendo in mano, lo giro e rigiro, lo ripongo, lo riprendo. Ho altri amici che scrivono e dei quali ho letto i libri. Non è facile nemmeno in quel caso, la voce che sentono le mie orecchie e quella che leggono i miei occhi è spesso discordante e questo a volte provoca fastidio o dolore. Non posso immaginare con la poesia come possa essere.

Mi ricordo l’effetto che mi fece l’incipit di “Storie di cronopios e di fama” di Cortázar, me lo ricordo come se fosse ieri perché mi sono esplose le meningi, perché ho provato un senso di meraviglia, sono rimasto così stupefatto e da quella volta gli incipit hanno un sapore diverso per me e rischiano di essere approssimazioni sbiadite di questa:

Il lavoro di ammorbidire il mattone tutti i giorni, il lavoro di aprirsi un passaggio nella massa gommosa che si proclama mondo, ogni mattina inciampare nel parallelepipedo dal nome ripugnante, con una canina soddisfazione che tutto è al suo posto, la stessa donna accanto, le stesse scarpe, lo stesso sapore dello stesso dentifricio, la stessa tristezza delle case di fronte, della sporca scacchiera delle persiane con la scritta HÔTEL DE BELGIQUE.

Uno scrittore scrive per necessità o perché è furbo o per mille altri motivi ma un lettore non ha motivo alcuno per leggere se non il gusto di leggere (i lettori professionisti non lo so ma credo che se fanno quella professione senza gusto sono certamente persone molto tristi). E leggere poesie per me è molto costoso, significa doversi annullare e donare completamente al testo, significa riuscire ad aspettare il significato sapendo che potrebbe non arrivare, potrebbe non arrivare subito, potrebbe non arrivare mai.

Ciao Elena questa è una dichiarazione d’amore non so se ce la faccio; questa è una confessione non so se ne ho il coraggio. Se tu fossi una perfetta sconosciuta l’avrei già letto, è ridicolo lo so, mi sarei letto queste 58 pagine, me le sarei bevute, o forse ne avrei letta una ed avrei piantato lì ma insomma la questione, se tu fossi una perfetta sconosciuta, sarebbe già risolta. Una Elena il cui significato mi sfuggisse, nel male o nel bene, troverebbe posto nel mio cuore o sarebbe troppo diversa dalla Elena il cui “significato” e stato così spontaneamente accolto in me di persona?

Sono sicuro che è un libro bellissimo, leggetelo voi e ditemi com’è, io non so se ce la faccio.

Elena Morando, “Mai più la parola cielo”.

Posso farcela.

Ora lo apro e leggo la prima pagina.

Solo la prima pagina.

Se leggo la prima pagina poi è fatta.

Le persone attorno a me si sono cambiate il nome. Non si chiamano più come prima. Se le amo si cambiano il nome più di frequente. Se le odio non se lo cambiano. All’inizio sembrava un fenomeno isolato. Ha cambiato nome una mia amica, la amo segretamente dal giorno in cui l’ho vista la prima volta, ci vediamo e mi dice “Da oggi mi chiamo Bernarda”. Così (ora non la amo più). Poi un altro tizio che conosco meno, Mariuccio (si chiamava Carlo). Poi nel palazzo ho notato che cominciava a comparire qualche pecetta sul citofono. Poi sempre di più. Ora è tutto pieno, rimane vuota solo la casellina che corrisponde al mio appartamento. Hanno cambiato nome tutti. In comune hanno aperto un ufficio apposta, c’è la fila fuori enorme, ordinata, gioiosa. Ventiquattr’ore su ventiquattro.
I genitori dei compagni di classe di mia figlia se lo sono scambiati: Marta ora si chiama Cristiana e viceversa, Fabio e Giovanni, Marisa ed Eleonora. Gli altri non me li ricordo perché sono ancora frastornato.
Se qualcuno cambia nome accade qualcosa di strano nel mio cervello, rimane come una casella vuota, la figurina che corrispondeva a quel corpo e a quel nome se ne va da un’altra parte e lì resta il vuoto.
E allora il mio cervello si sta sempre più svuotando, per favore, per favore smettela di cambiarvi il nome, così mi uccidete.

Milvio

Amici un cazzo

Pubblicato: 26 settembre 2010 in Amici amici amici un cazzo, Architettura, Viaggi
Tag:

Ho ricevuto un’altra offerta interessantissima per MezzoMondo (la prima la trovate qui), ho risposto così:

Ecco volevo ringraziarti molto per questa lettera che mi hai spedito e anzi scusarmi per il ritardo con cui ti ho risposto ma la tua lettera era finita in spam chissà perché, non sono sicuro che tu abbia letto una sola riga del mio blog, nel qual caso grazie anche per aver letto una sola riga del mio blog e comunque non penso perché altrimenti, nel caso cioè che tu avessi letto anche una sola riga del mio blog, cosa che io, ci tengo a ripetere, non credo possibile ma non si può mai dire, peraltro non tenendo le statistiche del blog non so nemmeno bene se c’è mai nessuno che lo legge figuriamoci uno con la tua posizione, e comunque se tu lo avessi fatto avresti subito capito che il mio blog, sarebbe più corretto dire uno dei miei blog che si possono avere anche due o più blog anche se attualmente ti confesso che ne ho uno solo però ad esempio in passato non era così ne avevo due ed una volta anche tre ma poi ci sono stati eventi traumatici che mi hanno portato a chiuderli, avresti subito capito che uno dei miei blog, quello che tu dici di aver letto ma io non ne sono sicuro, non è mica tanto adatto a quella roba che dici che secondo te io dovrei fare e siccome che dalla lettera che scrivi sembri una persona molto intelligente se devo dirla tutta mi ha sorpreso un po’ che tu mi facessi un’offerta di questo genere perché secondo me uno che legge anche una sola riga del mio blog, soprattutto se molto intelligente come sembri e che ricopra una certa posizione, lo dovrebbe capire subito che un certo tipo di offerta è fuori luogo, questo in verità è proprio il motivo che mi farebbe pensare che tu del mio blog non hai letto nemmeno una riga.
E comunque ti invidio perché secondo me chi fa il biz developer e community manager non fa un cazzo tutto il giorno e guadagna una barca di soldi.

Segno dei tempi

Pubblicato: 11 giugno 2010 in Amici amici amici un cazzo

Salve,

permettimi innanzitutto di introdurmi: mi chiamo ***** e sono il Link Manager di *****, piacere di conoscerti! 🙂

Ho appena visitato https://mezzomondo.wordpress.com/ e l’ho trovato decisamente interessante per il mio progetto attuale.

Ho a disposizione una selezione di siti web di qualità che posso offrirti per uno scambio di link ed ho un certo numero di alternative per poter aiutare il tuo sito ad essere indicizzato in maniera migliore dai motori di ricerca.

Spero di averti interessato e sarò felice di mandarti ulteriori informazioni al riguardo dato che sono certo che la nostra collaborazione possa ottenere risultati positivi

Cosa gli devo rispondere?