Archivio per la categoria ‘Doppler’

Io conto alla rovescia

Pubblicato: 14 gennaio 2014 in Doppler

Finalmente sono andato nello spazio, era da quando ero piccolo che lo sognavo.

Mi sono guardato tutte le puntate di UFO Minaccia Dallo Spazio sulla TV svizzera, che poi io ricordo come UFO Distruggete Base Luna ma è certamente un falso ricordo, è un falso ricordo anche UFO perché avevo tre anni, di UFO mi ricordo le minigonne che rendevano le protagoniste ben più aliene e terribili degli alieni stessi che erano semplicemente verdi e immersi in un letto di smegma. Le puntate duravano quarantasette minuti e non erano interrotte dalla pubblicità per cui io rimanevo in piedi immobile per quarantasette minuti cercando disperatamente di non battere nemmeno le ciglia, di stare fermo immobile per essere penetrato completamente da quelle storie.

Ho visto anche tutte le puntate di Spazio 1999 che all’inizio era bello e poi è diventato un po’ americano e metafisico, una gran stronzata insomma. Qui ero un po’ più grandino e oltre alle Aquila mi ricordo anche delle minigonne che rendevano le protagoniste ben più aliene e terribili degli alieni stessi che spesso non c’erano proprio o quando c’erano erano erano voci nella testa o gas intelligenti o quanto di più strano si potesse immaginare. Ero anche più abituato a stare immobile e ricordo che durante alcune puntate sono riuscito anche a non chiudere mai gli occhi, ad esempio durante la puntata di Piri (S1E11, ma non le chiamavo ancora così) riuscii a raggiungere un’immobilità completa e infatti ricordo quella puntata con una precisione sbalorditiva.

Quando è arrivato Star Trek ormai la strada era segnata, volevo andare nello spazio, era diventata la mia ragione di vita, e a parte i telefilm avevo cominciato ad allenarmi, allenamenti durissimi. Per andare nello spazio bisogna passare notti e notti a guardare le stelle, e giorni a guardare lontano, fermi, fermissimi, immobili, che ogni minimo movimento potrebbe perturbare il sogno e renderlo meno vivido. A scuola questo allenamento non ha avuto molto successo, guardare per intere mattine fuori dalla finestra non faceva levitare i voti in matematica. Oltre a stare fermissimi l’allenamento può prevedere altri tipi di viaggio. In prima media mi hanno messo all’ultimo banco in fondo verso il muro. Niente finestra allora ho disegnato tutti e settantaduemila fotogrammi di Piri, per esempio.

Si potrebbe pensare che con i voti così bassi in matematica sia impossibile andare nello spazio. Per qualcuno potrà essere stato anche vero ma io sono stato tenace e ci ho creduto. Non è stato facile, alle avversità si sono aggiunti anche i miei genitori che hanno cominciato a mettermi i bastoni tra le ruote, a scuotermi, a distogliermi dal sogno, a dirmi che dovevo studiare o almeno fare l’idraulico.

– Ma che idraulico, mamma, io voglio andare nello spazio.

A dire il vero adesso vorrei essere Serena Williams. Pensate che fortuna sarebbe, per Serena Williams, se io fossi Serena Williams. Sarebbe una fortuna per tutti se io fossi Serena Williams. Anzitutto Serena Williams giocherebbe nel maschile e non nel femminile e quasto darebbe via libera alla Azarenka che amo. A proposito di Azarenka, queso amore poi potrebbe finalmente sbocciare, se io fossi Serena Williams che gioca nel maschile, perché adesso Serena Williams gioca nel femminile e l’amore non riesce a sbocciare. E poi la stessa Serena Williams cioè io, avrebbe finalmente una vita divertente ed emozionante e non dovrebbe sempre far finta di sbagliare qualche punto per non dare 6-0 6-0 a tutte, Azarenka compresa.

– Comunque mamma, quando avviene questo dialogo tra me e te Serena Williams non è ancora nata, quindi idraulico no, spazio sì.

Poi dopo tutto quell’allenarsi uno si abitua ai carichi di lavoro e smette di soffrire. Parlo di Serena Williams.

Per quanto riguarda lo spazio invece a un certo punto ho piantato la tuta spaziale al chiodo e ho smesso di allenarmi, un po’ anche deluso dal fatto che la tecnologia non avanzasse con passi da gigante come sembravano promettere certi telefilm della mia gioventù. Un paio di anni fa ho anche cercato di ridisegnre di nuovo tutti i fotogrammi di Piri ma al 53419esimo ho avuto un’incertezza e non sono più andato avanti.

Giovedì scorso poi, un po’ a sorpresa, il razzo è partito.

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Intervista su Doppler

Pubblicato: 24 ottobre 2012 in Doppler

Come nota a margine vi segnalo che sul sito di Blonk è stata oggi pubblicata un’intervista delirante in cui Amleto insegue Cip e Ciop.

Doppler: le prime cento pagine

Pubblicato: 22 maggio 2012 in Doppler, Sano localismo

Quelli che hanno cominciato a leggere Doppler sono oggi arrivati – mediamente – a pagina cento. Diciamo poco dopo la metà perché con i lettori di ebook non è sempre facile capire la pagina. E sono cominciati ad arrivare i primi commenti che riporto per completezza d’informazione e anche perché mi ero ripromesso di ignorare i commenti che tanto sono superiore cosa vuoi che mi cambi un commento in più o in meno e infatti.

La prima frase che mi è arrivata è stata preventiva nel senso che è arrivata prima che il suo autore (che terrò segreto per l’amore he ci lega) avesse materialmente il tempo di leggere il libro:

La via verso la consacrazione prevederebbe il tuo suicidio

Con il mio simpatico amico Max, che una volta era anche tanti link ma che adesso si trova solamente su FriendFeed (oddio Max, e quando FriendFeed finirà tu resterai senza un link! provvedi!) abbiamo intrattenuto queste simpatiche conversazioni:

MAX: Inizierò il tuo libro sul volo per Oslo. Trattandosi di Ryanair, potrebbe anche essere l’ultimo libro che leggo.

MIKI: È un onore. Temo però che il libro non sia compatibile con Ryanair.

MAX: Adesso lo è, ho scritto una patch apposta

(e poi ancora)

MAX: Stasera vado a vedere ironsky, così vediamo se è meglio questo film oppure il tuo libro oppure la gioconda oppure i falafel.

MIKI: Secondo me il falafel.

(ma sulla questione non mi ha ancora risposto)

MAX: Il primo 33% del tuo libro è pazzesco. Kafka al confronto è un genio assoluto. (qui non ho capito se intendesse farmi un complimento. Rispetto a qualunque cosa Kafka è un genio assoluto. Boh)

MAX: comunque, per ora non delude affatto, anche se mi sta succhiando quel poco di lucidità che mi restava

Quindi fa questo effetto: succhia la lucidità (poi ci torno).

Oggi arriva questo Tweet:

Allucinogizzante, la stessa cosa che dice Max. Sappiatelo, a vostro rischio e pericolo. Io, per fare un esempio che mi sta vicino, non me n’ero accorto.

Talmente allucinogizzante che davanti a scuola oggi pomeriggio c’erano queste due mamme (come le posso descrivere queste due mamme? le conosco benissimo perché i loro figli erano compagni di materna della Signorina A. E QUINDI non mi salutano né mi degnano di uno sguardo – sono cattoliche osservanti, benestanti, con l’amante, l’analista, un altro amante, va bene, mi dichiaro sconfitto, non le so descrivere) che dicevano: “Ma tutta questa fantascienza non farà male ai nostri figli?”

Io di solito non ho abbastanza faccia tosta in queste situazioni però mi sono sentito in causa, mi è sembrato che parlassero di me e delle mie allucinazioni di conseguenza mi sono avvicinato buongiorno, buongiorno (non era facile perché era in corso un uragano tropicale di grado 3 della scala di Saffir – Simpson) e guardando la più stronza delle due dritto negli occhi (nella non descrizione mi ero dimenticato un particolare, mi sa, quello della infinita stronzaggine di queste donne) ho detto con voce alta e stridula “MOLTO PERICOLOSA! CON LA FANTASCIENZA SI DIVENTA COME ME!” e me ne sono andato fischiettando la colonna sonora di Guerre Stellari.

Volevo ringraziare tutti coloro che sono stati buoni con me e non hanno usato violenza.

Volevo anche ringraziare chi non ha voluto avere niente a che fare con me, quelli che sono rimasti defilati ad ascoltarmi, perché sono quelli che mi assomigliano di più.

Volevo infine ringraziare Philip Dick perché se dici cose a una platea per le quali una qualunque perizia legale di media qualità ti garantirebbe il carcere a vita con diversi tipi di trattamenti psichiatrici coatti basta aggiungere “ecco perché mi piace molto Philip Dick” per vedere un sacco di gente sorridere e fare sì con la testa.

Doppler

Pubblicato: 8 maggio 2012 in Doppler, Sano localismo
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Fino a questa mattina ho pensato seriamente che fosse uno scherzo organizzato da quelli di Blonk ai miei danni. Uno scherzo orchestrato in maniera perfetta, mi fanno scrivere un libro, dicono che me lo pubblicano, mi fanno seguire tutta la trafila e poi alla fine AHAHAHAHAHAH babbione!
Fino a tre ore fa ho pensato seriamente che non fosse possibile.
Ora comincio a pensare che forse è successo davvero.

Doppler – Blonk