Gelmini: l’inferno in un dettaglio

Pubblicato: 5 dicembre 2008 in Bella Italia, Non parcheggiare nei luoghi comuni, Non si fa così, Nuove forme di pacifismo di sinistra, Personaggi
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Come probabilmente sapete già tutti la nostra ministra dell’istruzione ha aperto un canale su YouTube, una manovra che ritengo irrilevante: l’incapacità di ascoltare le istanze della società è già stata ampiamente dimostrata dal governo ed un video, comunque, non è mai stato un veicolo di confronto, i tavoli su cui devono confrontarsi sono altri.

Un dettaglio però mi ha fatto venire i brividi fin dalla prima visione, avevo il volume a zero per risparmiare i miei vicini (inoltre dubitavo – correttamente – che da lì sarebbe uscito qualcosa di utile) per cui ho cominciato ad osservare l’inquadratura.

Mariastella è appoggiata con la chiappa sinistra su quella che sembra una scrivania di un ufficio. Due telefoni, un Sirio ed uno di quei telefoni attaccati ad un centralino, un ficus benjamina, un monitor piatto acceso con la home page di Google. Una lampada alogena, un’applique a muro ed un po’ di scartoffie. Tutto sommato una sensazione di disordine. Mariastella si presenta con una dolcevita, il reggiseno ben visibile, una collana con il cuoricino, un orologio con il cinturino di cuoio e siede di fianco ad un frutto.
Pensavo fosse una mela ma invece, guardando meglio, è una melagrana.

E mi sono chiesto, può essere un caso? Può essere che la Gelmini avesse sulla scrivania una melagrana ed abbia deciso di girare questo video senza rendersi conto di avere lì una melagrana? Ma cosa significa la melagrana? Cosa simboleggia?

Un minuto di ricerche e mi imbatto in questo:

Per quanto riguarda l’aspetto simbolico l’elemento certamente più significativo della Melagrana è il suo interno: celata da una scorza coriacea e non commestibile, non granulosa, non porosa ma nemmeno perfettamente lucida e liscia, si trova una notevole quantità di granuli, separatamente individuabili e separabili, ma uniti fra loro in un corpo unico. Possiamo quindi attribuire alla Melagrana il valore simbolico di rappresentare la Massoneria tutta, nonché la coesione dei Fratelli che, pur facilmente individuabili nelle loro singole soggettività, sono uniti da un vincolo saldo e comune, non solo per obbiettiva destinazione, ma anche per funzione superindividuale. Simbolo quindi di Fratellanza e Solidarietà che ispirano il comportamento dei Fratelli non solo all’interno della Loggia , ma anche all’esterno, nei quotidiani contatti col mondo profano.

Tanti auguri a tutti.

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commenti
  1. Tilde ha detto:

    Pazzesco!

  2. ENTJ ha detto:

    Ho stimato graficamente il rapporto tra il diametro maggiore della melagrana e l’altezza della lampada da tavolo. Moltiplicando il risultato per il numero di foglie del ficus, si ottiene il valore del rapporto intercorrente tra il perimetro della piramide di Cheope e la larghezza del primo altare della basilica di S.Pietro. Pazzesco!

  3. Miki ha detto:

    Adoro il complottismo! (e comunque il caso, ricordo, non esiste).

  4. Miki,
    andando a zonzo nella lingua italiana possiamo ottenere (De Mauro);

    Mela: scient., nero, di colore nero: melafiro, melaina.

    Grana: estens., colloq., fastidio, seccatura: avere molte grane, non volere grane.

    Non per fare dietrologia ma non credo che sia un caso.
    Se altrove smontiamo i video dei terroristi alla ricerca di messaggi celati. Nell’Italia democratica e superficiale i ‘comandanti’ legalmente autorizzati dal voto popolare inviano messaggi senza paura di nasconderli.
    Grazie per questo post.
    Saluti e auguri,
    Salvatore D’Agostino

  5. ENTJ ha detto:

    Ragazzi, ma questi non sanno un cazzo, figuriamoci se si mettono a mandare messaggi occulti, non ne sono all’altezza. Se la Gelmini conoscesse la metafora del melograno e i suoi risvolti massonici, quasi quasi la rivaluterei.
    Fatevi un giro in negozio di arredamento, di melograni sui mobili ne vedrete a bizzeffe.
    E’ un oggetto come un altro, messo lì per il filmato, fa parte del look, finite le riprese l’avranno buttato nel cestino.
    Questa è la banalità del male. Questa è la tabula rasa culturale, la massificazione dell’estetica, il conformismo delle case tutte uguali a quelle delle sit-com di Canale 5, il vuoto della personalità e dei contenuti. Questo, a ben vedere, fa ancora più paura di qualunque messaggio massonico.

  6. Miki ha detto:

    Eppure se ascolti il messaggio della Gelmini al contrario ad un certo punto si sentono chiaramente le parole “Don Zauker”. Lo ripeto, il caso non esiste.

  7. ENTJ ha detto:

    He he, chissà quale dei due Don Zauker intende…
    E comunque, ecco la versione lunga della tua massima, forse non ti piacerà: “Il caso non esiste, esiste solo la volontà di Dio” – Giulio Andreotti.

  8. monica ha detto:

    di primo acchito a me sembrava una gelmini virtuale, tipo l’assistente che compare nel sito del 187 di telecomitalia … comunque, ragazzi, si vede che siete giovani e non sapete più nulla della società contadina: la melagrana è un portafortuna! Per non parlare dei “bei vermigli fior” dell’albero verso il quale si protendeva “la pargoletta mano” … Carducci, ragazzi, forse la Gelmini voleva solo che ripassaste Carducci …

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